Con appena 150 dollari un ricercatore si è portato a casa un dispositivo cruciale, forse un pasticcio degli 007

Sicuramente un errore del genere James Bond non lo avrebbe mai commesso, o forse non è stato un errore di qualche 007 pasticcione ma un vero e proprio furto tra super spie. Sta di fatto che un dispositivo, progettato per rilevare impronte digitali ed eseguire scansioni dell’iride “è stato messo in vendita su eBay per 149,95 dollari” scrive il New York Times, che aggiunge che chi se lo è aggiudicato, il ricercatore sulla sicurezza tedesco Matthias Marx, se l’è portato a casa per soli 68 dollari per poi scoprire, nella sua residenza ad Amburgo, che nella scheda di memoria c’era un “miniera di dati”: quelli di 2632 persone.

Fortunatamente Marx non è un super cattivo, e invece di rivendere le informazioni sul deep web ha chiamato un giornalista suo amico del Times di Germania per chiedergli di esaminare i dati con lui (il sogno di ogni reporter investigativo insomma). Risultato: si trattava di informazioni sensibilissime, in molti casi riguardanti persone che avevano aiutato il governo degli Stati Uniti o erano stati semplicemente fermani nei loro posti di blocco in Afghanistan e Iraq. Un’info pericolosissima insomma, quella contenuta dentro al Secure Electronico Enrollment Kit (Seek II per gli amici), che avrebbe potuto mettere a repentaglio le vite di tante persone nei due paesi, uno ora rioccupato dalle milizie talebano e l’altro ancora squassato dai rigurgiti del Califfato. Secondo il Times, però, la maggior parte delle identità contenute nel database “provenivano dall’Afghanistan e dall’Iraq”, molti “erano noti terroristi e ricercati, ma altri sembravano essere persone che avevano lavorato con il governo degli Stati Uniti o semplicemente erano state fermate ai posti di blocco”. Tuttavia, i metadati sul dispositivo, chiamato Secure Electronic Enrollment Kit, o Seek II, hanno rivelato che era stato utilizzato l’ultima volta nell’estate del 2012 vicino a Kandahar, in Afghanistan. Annota a tale proposito in quotidiano americano che il dispositivo – parte del vasto sistema di raccolta biometrica costruito dal Pentagono negli anni successivi agli attacchi dell’11 settembre 2001 – “è un promemoria fisico” per cui le informazioni in possesso degli americani che sono stati in Afghanistan e in Iraq “continuano a vivere in modi non previsti dai loro creatori”.

La cosa più grave però solo il fatto che un dispositivo del genere sia uscito dal Pentagono, ma che non si tratta nemmeno della prima volta: “a parte questo particolare, il punto è che – scrive infatti il Times nell’ultimo anno, il signor Marx con un piccolo gruppo di ricercatori del Chaos Computer Club, un’associazione europea di hacker, hanno acquistato sei dispositivi di acquisizione biometrici su eBay, la maggior parte per meno di 200 euro euro, progettando di analizzarli per trovare eventuali vulnerabilità o falle e per capire anche se i talebani avessero sequestrato tali dispositivi dopo l’evacuazione degli Stati Uniti dall’Afghanistan”. Secondo la Defense Logistics Agency, che gestisce ogni anno lo smaltimento di milioni di dollari di materiale in eccesso del Pentagono, tutti gli strumenti di raccolta biometrici dovrebbero essere distrutti sul posto quando non sono più necessari al personale militare.

Il mistero quindi resta: chi, e perché, ha messo all’asta questi strumenti?

di: Caterina MAGGI

FOTO: PIXABAY