I colonizzatori britannici ne avevano vietato il consumo, ora l’alcolico tradizionale torna nei bicchieri dell’India
Si produce dai fiori di un albero locale, dai mille e uno usi: ma a causa del regime britannico dell’Ottocento è stato a lungo impedito agli indiani di servirsi dei petali zuccherini per preparare questo liquore tipico. Si tratta del Mahua, un derivato dell’omonima pianta della famiglia delle Sapotacee che cresce rigogliosa nel parco di Similipal, in India. Dai fiori di questa pianta le comunità tribali della zona (Santhal,Gond, Munda e Oraon) hanno distillato per secoli un alcolico dolce dalle note di fiori. Per tremila anni lo hanno considerato “L’albero della vita”. Fino a quando la colonizzazione inglese non ha impedito alle comunità di continuare a produrre il liquore.
L’albero di mahua è il genere di pianta di cui non si butta via niente: da esso si ricavano prezione materie prime come frutti e olio a uso alimentare, la sua legna è usata come combustibile, alle foglie e ai fiori vengono attribuiti poteri curativi. A questa pianta sono state addirittura dedicate ballate e canzoni. Il liquore viene ottenuto macerando per un meticoloso processo di 8 giorni i suoi fiori. Ma durante la dominazione britannica del Raj filo-inglese, il mahua è stato accusato di essere un pericoloso intossicante che metteva a rischio la salute e la moralità pubblica; così i colonizzatori crearono legislazioni ad hoc – come il Bombay Abkari Act del 1878 e il Mhowra Act del 1892 – che non solo impedivano la distillazione e l’uso dei fiori di mahua, ma addirittura proibivano alle popolazioni locali di stoccare e raccogliere i petali. Il motivo non era solo sradicare la cultura locale: per il governo britannico la diffusione del liquore rischiava di mettere a rischio l’importazione degli spiriti di origine europea, danneggiando il mercato degli occupanti. Quando l’occupazione britannica terminò nel Novecento, a lungo si protrasse questo pregiudizio nei confronti del liquore, un po’ per inerzia un po’ per resistenza al cambiamento delle norme legislative coloniali.
Ora però le cose stanno cambiando. Nel 2021, ad esempio, il governatorato del Madhya Pradesh ha dichiarato il mahua un liquore tradizionale, mentre il governo di Maharashtra ha iniziato un processo di modernizzazione dell’impianto legislativo, per consentire alle tribù locali di raccogliere e mettere da parte i fiori. Inoltre per la prima volta, nello stesso anno, l’organizzazione governativa (l’Autorità per lo sviluppo dell’export di alimenti processati e di agricoltura) ha spedito fiori di mahua disidratati, raccolti dalla popolazione della foresta di Chhattisgarh, alla Francia.
di: Caterina MAGGI
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