diana

La piccola avrebbe cercato di nutristi con l’unica cosa a lei vicina, il suo pannolino

Nuove ombre sulle ultime ore della piccola Diana.

Le ultime ore della bimba, di appena 18 mesi, è morta di stenti dopo essere abbandonata dalla madre, Alessia Pifferi.

Quelli che in un primo momento erano sembrati brandelli di cuscino e materasso, ma di pannolino. Quel pannolino che la piccola si è tolta ed è stato trovato vicino al corpicino della bambina. È possibile che la piccola, affamata, abbia cercato di nutrirsi della cosa più vicina a lei, il suo pannolino, appunto.

Dall’autopsia, depositata nella relazione definitiva, sono stati messi in chiaro gli ultimi attimi della vita della piccola che è morta di sete, con le temperature altissime di luglio con le finestre sigillate per non far sentire il pianto del piccola ai vicini.

Gli investigatori sono convinti che la piccola non si sia mai spostata dal lettino da campeggio dove era stata adagiata non solo perché non ancora in grado di camminare, ma anche perché drogata con benzodiazepine nel biberon, anche se Pifferi sostiene di non aver drogato la piccola. Alessia Pifferi sostiene infatti di aver dato alla bambina gocce di paracetamolo.

Pifferi aveva una “forma di dipendenza psicologica dall’attuale compagno, che l’ha indotta ad anteporre la possibilità di mantenere una relazione con lui anche a costo dell’inflizione di enormi sofferenze” alla bambina, secondo quanto scrive il gip. La condotta di Pifferi è risultata “dall’impatto intrinsecamente ed estremamente violento, anche se non in forma commissiva, nei confronti della persona in assoluto più vulnerabile” e secondo il giudice è “incline alla mistificazione e alla strumentalizzazione degli affetti” e non ha “rispetto per la vita umana“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/MATTEO CORNER