Bolsonaro contro l’interruzione di gravidanza anche in caso di stupro. Preoccupazione da Pelosi, Clinton e anche da Macron. Esulta Trump
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha abolito la storica sentenza Roe v. Wade sul diritto all’aborto trascinando così il Paese indietro di 50 anni e lasciando la possibilità ai singoli Stati di decidere in merito all’interruzione di gravidanza.
Una decisione storica e contestabile che ha causato una spaccatura in tutto il mondo.
Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, per esempio, è favorevole. Lui stesso ha definito “inaccettabile” il fatto che una bambina di 11 anni abbia interrotto legalmente la gravidanza dopo essere stata vittima di stupro.
Preoccupazione per i diritti riproduttivi è stata espressa dall’Onu. «La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti pronunciata oggi rappresenta una grave battuta d’arresto dopo cinque decenni di tutela della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi negli Stati Uniti grazie alla sentenza Roe contro Wade – ha dichiarato l’Alta commissaria Onu per i diritti umani Michelle Bachelet – È un duro colpo per i diritti umani delle donne e per l’uguaglianza di genere».
Contrario anche il francese Emmanuel Macron, che su Twitter scrive: «l’aborto è un diritto fondamentale per tutte le donne. Deve essere difeso. Desidero esprimere la mia solidarietà alle donne le cui libertà sono state minate dalla Corte Suprema degli Stati Uniti».
Voci contrario si levano anche all’interno degli Stati Uniti. La speaker della Camera Nancy Pelosi l’ha definita una decisione “crudele” e “scandalosa”, mentre Hillary Clinton ha bollato la scelta della Corte Suprema come “un’infamia”.
«Molti americani – ha dichiarato Clinton – ritengono che la decisione di avere un figlio sia una decisione sacra e dovrebbe rimanere fra la donna e il suo medico».
Soddisfatto l’ex presidente Donald Trump: «È la volontà di Dio. La decisione vuol dire seguire la Costituzione e restituire i diritti».
«Il fatto che un grande Paese con una lunga tradizione democratica abbia cambiato posizione su questo tema sfida anche il mondo intero». Sono queste le parole della Pontificia Accademia per la Vita presieduta da mons. Vincenzo Paglia.
I commenti arrivano anche dall’Italia. Esulta il senatore della Lega Simone Pillon che, senza mezzi termini, definisce “vittoria” la decisione della Corte Suprema Usa.
«Una grandissima vittoria. La Corte Suprema ha abrogato l’aborto negli Usa. Ora portiamo anche in Europa e in Italia la brezza leggera del diritto alla vita di ogni bambino – ha scritto Pillon sui social – che deve poter vedere questo bel cielo azzurro! Lavoreremo per questo, senza metterci contro nessuno ma restando dalla parte delle mamme, dei papà e dei loro bambini».
Arriva anche il commento di Amanda Knox, che in Italia è stata assolta per l’omicidio della coinquilina Meredith Kercher. «Devo tornare in Italia? L’Italia cattolica prevede più diritti riproduttivi umani degli Stati Uniti» scrive Knox su Twitter, pubblicando uno screenshot che riassume la normativa italiana: le donne possono chiedere l’aborto per motivi di salute, economici o sociali. Amanda Knox, come è noto, in Italia è stata condannata e poi assolta dall’accusa di omicidio della sua coinquilina Meredith Kercher in Italia nel 2007.
di: Micaela FERRARO
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