DISASTRO AEREO RIO PARIGI

Nell’incidente, avvenuto nel 2009, morirono 228 persone, di cui 9 italiani

Il costruttore europeo Airbus e la compagnia aerea Air France sono stati assolti al termine del processo per omicidio colposo in relazione all’incidente che coinvolse del volo AF447 Rio-Parigi, nel 2009, causando la morte di 228 persone.

Il tribunale di Parigi ha escluso colpe delle due imprese, ritenendo che se degli “errori” sono stati commessi, “nessuno legame certo di causalità” con l’incidente ha potuto “essere dimostrato”.

Air France “prende atto della sentenza”.«La compagnia – ha scritto in una nota l’azienda francese – conserverà sempre nella memoria il ricordo delle vittime di questo terribile incidente e rivolge il suo più profondo cordoglio all’insieme delle famiglie e dei cari».

Airbus ha definito la sentenza “coerente” con il non luogo a procedere pronunciato al termine dell’istruzione giudiziaria nel 2019. Anche la società di aeromobili ha espresso la propria solidarietà ai familiari delle vittime e ha ribadito il suo “totale impegno in materia di sicurezza aerea”.

Il 1giugno 2009, il volo AF447 tra Rio de Janeiro e Parigi precipitò nell’Oceano Atlantico, a poche ore dal decollo dal Brasile. Tra le 228 vittime del disastro, 216 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio. A bordo c’erano persone di 33 diverse nazionalità, tra cui 72 francesi 58 brasiliani nonché 9 di italiani. Tra questi Giovanni Battista Lenzi, consigliere regionale del Trentino, Rino Zandonai, direttore dell’associazione Trentini nel Mondo, Luigi Zortea, sindaco di Canal San Bovo, in Brasile per progetti di solidarietà in collaborazione con le comunità trentine. Sul volo anche gli altoatesini, Georg Lercher, Alexander Paulitsch e Georg Martiner.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/ EPA/MOHAMMED BADRA