Erdogan rilancia una commissione internazionale d’inchiesta mentre Mosca e Kiev si accusano a vicenda
È ancora massima l’allerta per la diga di Kakhovka, esplosa ieri nel territorio di Kherson e responsabile di ingenti inondazioni. Secondo l’intelligence del Regno Unito la struttura potrebbe deteriorarsi ulteriormente nei prossimi giorni, mentre sembrerebbe “altamente improbabile” che la centrale di Zaporizhzhia sia messa nuovamente a rischio. Nonostante questo si allunga la coda degli abitanti della regione della centrale elettrica in fuga dal sito.
Mentre servirà ancora qualche giorno per avere una stima completa dei danni, si pensa che siano almeno 40mila le persone che dovranno abbandonare le proprie abitazioni. Gli ettari di terreno agricolo allagati sono almeno 10mila in tutta Kherson sulla riva destra del Dnepr, il lato ucraino, mentre secondo Kiev sul lato russo i territori allagati sarebbero molti di più.
Fra le conseguenze della rottura della diga ci sono anche gravi problematiche ambientali, con la diffusione di detriti, carburanti e sostanze inquinanti. Preoccupano anche le ripercussioni sull’agricoltura.
Il presidente Zelensky ha reso noto che si è anche formata una “chiazza di petrolio di almeno 150 tonnellate che viene trasportata dalla corrente verso il Mar Nero“, né “prevedere quanta parte delle sostanze chimiche, dei fertilizzanti e dei prodotti petroliferi stoccati nelle aree alluvionate finirà nei fiumi e nel mare“. Quasi 80 gli insediamenti a rischio nei quali sono in corso le evacuazioni.
L’acqua fuoriuscita dalla diga ha danneggiato anche i vicini ponti nella regione meridionale di Mykolaiv, dove un ponte è andato distrutto e un altro è completamente sommerso dall’acqua mentre sono in corso le evacuazioni dei residenti, come riferisce il capo dell’amministrazione militare della città di Snihurivka.
Rimpallo di colpe, Erdogan chiede commissione d’inchiesta
Mosca accusa Kiev della distruzione della diga, anche se da un punto di vista militare l’attacco avrebbe dei risvolti strategici positivi per i filorussi: lo conferma il governatore filorusso ad interim della regione di Kherson secondo cui “distruggendo la diga Kiev ha voluto distogliere l’attenzione dalle pesanti perdite subite nella zona di combattimento ma questa catastrofe non darà alcun vantaggio alle truppe ucraine dal punto di vista tattico“.
Secondo gli 007 inglesi invece “le prove, i ragionamenti e la retorica suggeriscono che i russi abbiano deliberatamente danneggiato la diga“.
Nel corso di una telefonata con Zelensky, Erdogan ha proposto l’istituzione di una commissione d’inchiesta internazionale sulla vicenda. Il presidente turco avrebbe anche invitato l’omologo ucraino ad un “ritorno al negoziato“, che “dovrebbe essere l’idea dominante perché prevenire la perdita di vite ogni giorno è impossibile dal momento che il conflitto si protrae“.
Putin avrebbe invece riferito al presidente turco che l’attacco sarebbe stata “un’azione barbara di Kiev“, compiuta su suggerimento dei suoi “curatori occidentali“.
Anche la Cina “profondamente preoccupata”
«Non c’era mai stato un attacco contro un’infrastruttura che porta danni enormi alla popolazione sia nella parte occupata dai russi che in quella ancora in mano ucraina – è il commento del ministro degli Esteri Tajani. – È un involuzione, un’escalation e vedremo quali saranno le conseguenze soprattutto sulle povere persone che verranno sfollate dalle aree ormai allagate».
Anche Pechino ha espresso “profonda preoccupazione” per le “conseguenze umanitarie, economiche ed ecologiche” della distruzione della diga: «chiediamo a tutte le parti in conflitto di rispettare il diritto internazionale umanitario e di fare tutto il possibile per proteggere i civili» è l’appello dell’ambasciatore all’Onu Zhang Jun.
Attacchi in Russia
Non si arrestano gli attacchi in Russia: il governatore Roman Starovoyt ha raccontato di un attacco delle forze armate ucraine che nella notte hanno colpito con due ordigni esplosivi una stazione elettrica nel distretto di Glushkovsky a Kursk.
Altro danno ambientale: dispersione di ammoniaca a Masyutovka
Il ministero della Difesa russo, su Telegram, riporta che un “gruppo di sabotatori ucraini” avrebbe fatto saltare una conduttura che trasporta ammoniaca dalla Russia al porto di Odessa. L’esplosione sarebbe avvenuta nella regione di Kharkiv, nei pressi del villaggio di Masyutovka, e avrebbe provocato feriti e un’ingente quantità di dispersione di ammoniaca nell’ambiente.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/OLEG PETRASYUK