Tutto il know-how dell’artigianalità Made in Italy unito all’innovazione dei nuovi strumenti tecnologici
Lavorare la plastica è una sfida sempre più ardua in un mondo in costante cambiamento. Per poter lavorare con efficienza e cognizione di causa occorrono tre cose: consapevolezza, rapidità e flessibilità. Tutti elementi cardine dell’attività di EB Plast, punta di diamante nel settore. Ne abbiamo parlato con il fondatore Enrico Bonetti.
Come nasce EB Plast?
«La nostra è un’azienda relativamente giovane ma con fondamenta molto radicate. Nasce nel 1991 come Enrico Bonetti – Lavorazioni materie plastiche e in tre decenni è cresciuta moltissimo, tanto da diventare nel 2016 una Srl con il nome attuale di EB Plast. Ci occupiamo di progettazione e costruzione di accessori in plastica e collaboriamo con clienti e professionisti per concretizzare progetti sempre nuovi. Oggi, 32 anni dopo la sua fondazione, in azienda lavorano 25 persone organizzate su tre turni differenti e abbiamo avuto un fatturato in crescita con un tasso di crescita del 20% costante negli ultimi anni».
Su cosa si basa la vostra filosofia aziendale?
«Su tre punti cardine: rapidità, flessibilità ed efficienza. Lavoriamo per risolvere i problemi dei nostri clienti che hanno tutti idee e necessità differenti. Siamo una piccola eccellenza italiana, lavoriamo con la celerità e la precisione dei piccoli artigiani grazie ai quali il Made in Italy è diventato famoso nel mondo. Curiamo tutto il processo di produzione internamente, è questo a renderci competitivi sul fattore tempo: ci occupiamo del disegno, della creazione del prototipo, dello stampo, della produzione e dell’assemblaggio, fino alla consegna».
Il vostro fiore all’occhiello è la formazione. Ce ne può parlare?
«Siamo molto orgogliosi della nostra collaborazione con scuole e università. Quasi tutti i nostri dipendenti arrivano da istituti professionali a indirizzo materie plastiche o da dipartimenti universitari correlati, abbiamo per esempio un ingegnere meccanico al reparto della stampa 3D e un ingegnere chimico al controllo qualità. Teniamo corsi di formazione periodici in azienda: è fondamentale perché i tempi cambiano e la velocità con cui le tecnologie si aggiornano è in costante aumento».
Vi occupate anche di stampa in 3D?
«Sì, abbiamo investito molto in questo reparto interno. Non facciamo solo prototipazione: creiamo anche piccole serie per i clienti che hanno bisogno di relativamente pochi pezzi. Per capirci, se una ditta ha un fabbisogno annuo di un centinaio di pezzi non vale la pena costruire uno stampo che potrebbe costare decine di migliaia di euro. Invece, tramite le nostre due stampanti 3D possiamo produrre quei 100 pezzi in cinque giorni a prezzi più che competitivi. Stiamo investendo molto nella prototipazione 3D, non solo come materiali e macchinari ma anche come personale».
Non solo: EB Plast ha iniziato a fare gli stampi grazie a un’officina meccanica di costruzione interna ampliando così il ventaglio di servizi offerti ai propri clienti. La prototipazione è un’aggiunta recente che permette, se i numeri lo consentono, di trasformare un progetto in uno stampo vero e proprio, chiudendo dunque la filiera internamente. «Un cliente può venire da noi con un’idea e noi la trasformeremo in realtà. Per fare un esempio, un brand operante nel settore della moda ci ha chiesto di produrre una fibbia partendo da un disegno che era stato fatto su un tovagliolo di quelli da ristorante. Abbiamo realizzato in due giorni un prototipo, che è piaciuto, dunque è andato in stampa».
Su quali mercati lavorate?
«Prevalentemente sul mercato italiano. Abbiamo qualche cliente all’estero: nel corso del tempo abbiamo ricevuto degli ordini dalla Cina e dagli Stati Uniti, in entrambi i casi le ditte erano attive nel settore elettrico».
In Italia ci sono tante eccellenze e le realtà artigiane come EB Plast fanno la forza di un tessuto industriale che in altri Paesi non esiste.