Da 12 giorni gli indigeni manifestano contro il caro-vita nel Paese. Finora 6 persone sono morte negli scontri con la Polizia
Il presidente ecuadoriano Guillermo Lasso ha accusato gli indigeni che da quasi due settimane protestano contro il caro-vita di voler “perpetrare un colpo di Stato“.
Da 12 giorni nella Capitale Quito, vicino al Parlamento, si protraggono le manifestazioni in diverse occasioni sfociate in scontri fra i protestanti e la Polizia. Fino ad ora in meno di due settimane sono morte 6 persone con decine di feriti; la circolazione nella Capitale è paralizzata da numerosi posti di blocco.
Lasso si è detto “aperto a un dialogo che permetta di raggiungere risultati concreti” ma allo stesso tempo si è appellato alla comunità internazionale chiedendo di “mettere in guardia contro questo tentativo di destabilizzare la democrazia in Ecuador“.
In tutto il Paese sono quasi 14mila i manifestanti indigeni mobilitati nelle proteste contro l’aumento del costo della vita e del prezzo del carburante. Ai lanci di pietre e oggetti contro il Parlamento, gli agenti non esitano a rispondere con cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e granate sonore.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/JOSE JACOME