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Il rischio della caduta di sassi a causa delle condizioni climatiche cresce mentre le guide alpine decidono di non vendere più i percorsi

La siccità che ha colpito l’Italia mette a rischio non solo i grandi corsi d’acqua ma anche le acque non di superficie e i sentieri.

Il caldo da record e la mancanza di precipitazioni di questa stagione, infatti, hanno influenzato negativamente le falde freatiche sotterranee come rivela la capillare analisi statistica dello stato attuale della falda acquifera presentata dallo staff tecnico agronomico del CerCanale Emiliano Romagnolo grazie agli studi realizzati nei laboratori di ricerca in campo sul risparmio idrico in agricoltura ad Acqua Campus-Anbi di Budrio.

Nel confronto con i dati raccolti negli ultimi 20 anni, quella che viene presentata è una situazione di estrema criticità: i livelli di falda variano da un -70% in provincia di Reggio-Emilia a un -127% in provincia di Bologna, dove le falde appaiono più sofferenti. Nel dettaglio, a Piacenza e Modena si registra un -73%, a Parma -92%, a Ferrara -111%, a Ravenna -79%, a Forlì-Cesena -110, a Rimini -109%.

Il Collegio nazionale guide alpine italiane, intanto, ha comunicato su Facebook che la via normale svizzera al Cervino è stata inserita nell’elenco degli itinerari dove le guide alpine hanno per il momento deciso di non accompagnare più i loro clienti a causa delle condizioni in alta quota legate alla siccità.

Come già evidenziato dalle guide alpine valdostane e francesi, infatti, il rischio di caduta di sassi è sempre più alto. «La decisione, non certo facile dopo due anni di pandemia, è stata presa dalle guide alpine che hanno monitorato la situazione giorno per giorno e, preso atto delle condizioni particolarmente delicate di queste ultime settimane causate da un rialzo termico importante, hanno ritenuto necessario rinviare le salite al miglioramento delle condizioni» – si legge.

Nell’elenco rientrano la via normale italiana al Cervino e della Gengiva e del Dente del Gigante verso la Cresta di Rochefort, sul massiccio del Monte Bianco, la via normale francese al Monte Bianco dal rifugio del Gouter, il massiccio del Monte Rosa, dove è “vivamente sconsigliato il tour al Polluce (tra Valle d’Aosta e Vallese) in giornata“.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/CESARE ABBATE