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Il governo di Truss punta all’inclusività di genere e di etnia, ma comunque sotto il segno della politica conservatrice

Liz Truss è stata designata formalmente dalla Regina Elisabetta come nuova premier britannica con la cerimonia del “baciamano” dopo l’ufficializzazione delle dimissioni di Boris Johnson.

Nel pomeriggio la nuova leader conservatrice, 15esima premier del regno di Elisabetta e 56esima nella storia inglese, rientrerà a Londra per prendere possesso della residenza a Downing Street con un discorso. Subito dopo arriveranno le prime nomine dei ministri.

Dal podio posizionato di fronte al numero 10 di Downing Street la neopremier ha ringraziato il predecessore, Boris Johnson elogiandone i meriti per aver gestito la Brexit, il vaccino contro il Covid e l’opposizione all’aggressione russa. Truss ha poi promesso maggiori investimenti per le infrastrutture e la sanità pubblica, sottolineando come la Gran Bretagna si trovi al centro di una crisi globale ma che riuscirà a fronteggiare.

Come ha ripetuto durante la corsa per la leadership dei Tory, Truss dice di avere un “piano audace” per far crescere l’economia attraverso tagli alle tasse e riforme. L’obiettivo della premier è di affrontare “la crisi energetica causata dalla guerra di Vladimir Putin” e di assicurare “il nostro futuro approvvigionamento energetico“, oltra alla gestione di un piano contro il caro bollette. Liz Truss intende inoltre “tagliare le tasse per premiare il duro lavoro e aumentare la crescita e gli investimenti trainati dalle imprese“.

A sedere accanto a Truss in qualità di vicepremier e ministra della Sanità è stata nominata Therese Coffey, cancelliere dello Scacchiere è Kwasi Kwarteng, al ministero Esteri siede James Cleverly, all’Interno è stata nominata Suella Braverman.

La neopremier ha avuto una conversazione telefonica con il presidente americano Joe Biden a proposito del “loro impegno a rafforzare la libertà globale, affrontando i rischi posti dalle autocrazie e assicurando che Putin fallisca in Ucraina”. I due hanno inoltre “discusso una serie di questioni interne e hanno convenuto sull’importanza di proteggere l’accordo di Belfast” e la pace in Irlanda del Nord.

di: Alessia MALCAUS

aggiornamenti: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/NEIL HALL