Milioni di informazioni sensibili sono state inoltrate al dominio del Mali anziché a quello della Difesa di Washington

Potrebbe sembrare la trama di una spy-story hollywoodiana quella emersa in queste ore riguardante le forze armate statunitensi, il Mali e un errore di battitura. Eppure la notizia, riportata dal Financial Times, è stata confermata da fonti direttamente coinvolte e potrebbe portare con sé gravi implicazioni per la sicurezza globale.

Per oltre 10 anni infatti dei funzionari governativi statunitensi hanno inoltrato via email milioni di informazioni sensibili spedendole ad un dominio .ML, anziché .MIL, spedendole così al Mali anziché all’esercito.

Il dominio del Mali è gestito da un operatore olandese che aveva già avanzato il problema al Governo degli Stati Uniti, che però non si sarebbe mai curato della cosa fino ad oggi. Lo ha confermato lo stesso operatore Johannes Zuurbier, secondo cui solo da gennaio a luglio 117mila email sarebbero arrivate al dominio maliano per errore.

Fra queste anche informazioni estremamente sensibili come cartelle cliniche dei membri dell’esercito, documenti, elenchi di equipaggiamenti e persino l’itinerario di viaggio del Capo di Stato Maggiore dell’esercito americano in Indonesia.

Fino ad oggi Zuurbier ha sempre filtrato le email, impedendo che il dominio del Mali avesse accesso alle informazioni inoltrate, ma il suo contratto sta per scadere e dunque occorre trovare una soluzione. Per il momento la Difesa Usa ha provveduto a bloccare tutte le email inoltrate da un dominio .MIL a un dominio .ML, con un avviso che chiede al mittente di convalidare gli indirizzi, insomma di controllare meglio.

Dominio sbagliato: ci casca anche Londra

Lo stesso errore è stato poi commesso anche dall’esercito britannico, che ha inoltrato migliaia di email a destinatari del Mali anziché alla Difesa statunitense. Londra però minimizza: «abbiamo avviato un’indagine dopo che una piccola quantità di email è stata inviata al dominio sbagliato. Siamo convinti che non contenessero alcuna informazione che potesse compromettere la sicurezza della nostra attività o dei nostri dati» assicura un portavoce della Difesa britannico.

L’equivoco ha destato non poche preoccupazioni non solo per le perplessità sulla formazione dei dipendenti dei rispettivi eserciti e sulla sicurezza nazionale, ma anche perché il Mali è un alleato sempre più stretto della Russia ed ha già accolto nel suo Paese mercenari Wagner a supporto della lotta contro i jihadisti.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/VEASEY CONWAY