Dopo cinque mesi ripresa delle ostilità, Antonio Guterres: “fuori controllo”
“Sono profondamente turbato dal significativo rischio di escalation data la massiccia e continua mobilitazione di soldati e combattenti da parte delle varie parti in conflitto“, questo quanto affermato attraverso un comunicato stampa da l’austriaco Volker Turk, al suo esordio come Alto Commissario delle Nazioni Unite per gli Affari Esteri.
I combattimenti sono ricominciati il 24 agosto scorso, dopo una tregua durata cinque mesi che aveva dato speranza a chi chiedeva la cessazione del conflitto. Una guerra sanguinaria iniziata nel novembre 2020 e che contrappone il governo federale etiope alle autorità ribelli del Tigray. Le ostilità sono quasi completamente interdette alla stampa internazionale, che non riceve il permesso di entrare a documentare gli scontri. Ma secondo fonti concordanti, il Tigray è attualmente preso in una manovra a tenaglia tra un’offensiva congiunta degli eserciti etiope ed eritreo, a Nord, e dalle truppe etiopiche aiutate dalle forze dei vicini Amhara e Afar, a Sud.
Lunedì il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha lanciato l’allarme definendo la situazione dell’Etiopia “fuori controllo”: a causa delle difficoltà di ingresso nel paese, in termini di accordo e comunicazione sia col governo di Addis Abeba che con i ribelli, l’Onu non ha un bilancio completo del numero delle vittime. «Quello che siamo stati in grado di documentare dal 31 agosto – ha detto la portavoce dell’Onu, Ravina Shamdasani, durante una conferenza stampa a Ginevra- è che, secondo quanto riferito, almeno 31 civili, compresi bambini, sono stati uccisi e altri 73 feriti in 14 attacchi aerei separati lanciati dall’Air Force. Donne etiopi nella regione del Tigray, tra cui Mekele, Shire e in altre parti del Tigray».
Si tratta tuttavia di dati parziali e non attendibili, in quanto è noto che si siano verificati numerosi attacchi aerei governativi nella regione del Tigray, di cui ancora no è stato reso noto nemmeno un bilancio ufficiale. Tra le persone uccise di recente c’è un membro dello staff dell’ngo International Rescue Committee (Irc) che si trovava sul campo per fornire aiuti umanitari a donne e bambini.
Turk ha definito l’uccisione del cooperante “inaccettabile” e ha invitato le parti in conflitto a rispettare il diritto umanitario internazionale, adottando tutte le misure possibili per proteggere i civili e le loro proprietà e facilitando l’ingresso di ngo e associazioni umanitarie in sostegno della popolazione. “Secondo il diritto internazionale – ha ricordato l’Alto Commissario– attacchi indiscriminati o attacchi mirati deliberatamente a civili costituiscono crimini di guerra”.
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/STR