L’azienda veneta esperta in impianti per il trattamento delle acque reflue garantisce benefici economici e ambientali
Un’azienda leader nel recupero delle acque industriali, che esporta know-how e tecnologie, capace di coniugare lo sviluppo con la riduzione dei costi di gestione. Si tratta di Europrogetti Srl, realtà con sede a Padova che dagli anni Ottanta rappresenta un riferimento nel settore. Ne abbiamo parlato con il CEO Silvano Storti.
Europrogetti: come nasce e di cosa si occupa?
«Europrogetti nasce oltre 40 anni fa, dopo l’entrata in vigore della Legge Merli, che regola lo scarico e l’impiego delle acque reflue. All’epoca in Italia gli scarichi erano singoli, cioè ogni azienda doveva avere un impianto di depurazione e scaricare poi nei fiumi. Non c’erano bibliografia o esperienza in merito, erano soprattutto scarichi civili. Noi, invece, ci occupiamo di scarichi industriali: abbiamo lavorato in diversi settori, tessile, alimentare, farmaceutico, ma anche con le concerie e le cartiere. In Italia abbiamo circa un centinaio di impianti. Poi ci siamo spostati in Spagna e in Portogallo, poi in Messico e in Sudamerica, dove è centrale il settore tessile: le industrie che avevano contatti con realtà europee ci contattavano perché avevamo sviluppato una soluzione tecnica all’impianto».
Si può dire che siete pionieri del settore…
«I primi impianti erano quelli chimico-fisici, che utilizzavano prodotti chimici per ridurre l’inquinamento; in sostanza l’inquinamento liquido si trasformava in solido. La mia idea è stata quella di usare un processo basato su una tecnologia biologica, in cui i batteri demoliscono l’inquinamento. Le acque scaricate da un impianto biologico sono più “pulite” e i costi sono più bassi. Questo rappresentava un vantaggio per le industrie. Siamo stati i primi a sviluppare questa tecnologia, attraverso moltissimi test e impianti piloti. Abbiamo sviluppato tecnologie e funzionalità che hanno reso l’impianto sempre più efficiente e ci hanno permesso di rispettare i valori della Legge Merli. Ci siamo, poi, spinti all’estero, in Cina, India, Pakistan, Bangladesh e Nordafrica, grandi mercati per il tessile. Abbiamo esportato la nostra tecnologia e la nostra esperienza in Paesi che hanno seguito le nostre orme».
Vista la vostra presenza in Paesi chiave, come vedete i vostri progetti futuri?
«Da 20 anni a questa parte abbiamo una richiesta molto forte. In India c’era una vasta area contaminata e l’acqua non era più utilizzabile. Un giudice ha chiuso 640 aziende in un giorno imponendo l’obbligo di non scaricare. Da qui è nata la richiesta di ZLD (zero liquid discharge, scarico liquido zero), ovvero impianti industriali che non prevedono scarichi liquidi. Questa è stata un’altra grande sfida. Se si riesce a recuperare solo il 50% delle acque si ha una perdita economica. Non c’era alcuna soluzione per capire come integrare l’impianto di depurazione a farlo diventare a scarico zero; oggi abbiamo il maggior numero di impianti di questo tipo. In India abbiamo un’azienda con 250 dipendenti e ci occupiamo noi della gestione degli impianti. Si tratta di un impianto molto complesso, che ha al suo interno circa 12-13 tecnologie, alcune sviluppate da noi. Abbiamo dovuto garantire la qualità delle acque, la continuità della portata e il contenimento dei costi di gestione. Così abbiamo chiesto ai clienti di affidare a noi la gestione. Per noi è una questione di studio, di sviluppo, grazie al fatto che siamo “all’interno del problema”, in questo rende le aziende più incentivate».
Per le aziende del settore è importante non solo contenere i costi di gestione ma anche la sostenibilità e l’attenzione all’ambiente. Traguardi raggiunti per Europrogetti che, come sottolinea Silvano Storti, è stata premiata da diverse organizzazioni internazionali. Quest’anno l’azienda veneta ha ricevuto un premio per un impianto innovativo a Karachi, in Pakistan. Si tratta dell’unico impianto verticale al mondo per la depurazione delle acque, costruito su 6 piani per un’altezza di circa 40 metri. Europrogetti è stata la prima realtà ad attuare questo progetto all’avanguardia, ha inventato lì dove non esisteva.