L’ex presidente resta il favorito, ma il vantaggio si riduce

Tra colpi bassi e attacchi personali, si è concluso il primo faccia a faccia televisivo tra Lula e Bolsonaro, in vista del ballottaggio per le presidenziali del 30 ottobre. I due candidati si sono confrontati sui temi che rappresentano “il punto debole” dell’avversario, la pandemia per Bolsonaro (che ha mietuto 680 mila vittime) e gli scandali di corruzione per Lula (che hanno coinvolto il partito dei Lavoratori durante il suo mandato).

Ad aprire le danze Lula, leader del Pt, che ha attaccato Bolsonaro sulla cattiva gestione della pandemia e sui ritardi per le vaccinazioni; ha costretto il rivale a rispondere a domande scomode e più volte lo ha definito “menzognero” e “faccia di bronzo”: «sei un bugiardo, menti ogni giorno», l’accusa.

Bolsonaro ha risposto tirando in ballo l’ex giudice protagonista della Lava Jato (una sorta di Mani Pulite brasiliana), Sergio Moro, e ha obbligato Lula a parlare dello scandalo legato al gigante petrolifero Petrobras, che ha definito “una vergogna per il Paese“.

Secondo i media, il confronto si è concluso in parità. L’ex presidente Lula, che ha governato tra il 2003 e il 2010 e che è sempre stato tra i favoriti di questa lunga campagna elettorale, risulta ancora essere più avanti negli indici di gradimento, ma il suo vantaggio si è ridotto radicalmente.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA/ANTONIO LACERDA