Giulio Giaccio

Il legale: “la famiglia chiede la pena più severa per i protagonisti di questo orrendo delitto”

Giulio Giaccio, operaio 26enne, fu ucciso “per errore” e poi sciolto nell’acido a Napoli nel luglio 2000. I familiari dell’uomo hanno deciso di rifiutare il risarcimento, perché “confidiamo esclusivamente nelle determinazioni dell’autorità giudiziaria. Chiediamo giustizia per chi ha spento il sorriso di Giulio“.

La proposta di risarcimento arriva dai due arrestati come mandati dell’omicidio, appartenenti ed esponenti di spicco del clan Polverino, Salvatore Cammarota e Carlo Nappi, 56 e 64 anni. Il risarcimento proposto era di 30mila euro da parte di Nappi e altri 30mila da Cammarota, oltre alcuni immobili, per un totale stimato di 120mila euro. Sarebbe stato il “massimo sforzo economico” che i due potessero sostenere.

Quello di Giaccio è stato un caso insoluto per oltre 20 anni, i killer sono infatti stati arrestati 22 anni dopo l’omicidio, avvenuto probabilmente il 30 luglio 2000. L’operaio non era minimamente legato agli ambienti della criminalità organizzata e il killer, in realtà, intendeva uccidere un amante della sorella di un esponente dei Polverino. Solo nel dicembre 2022 sono stati individuati i due mandanti, grazie soprattutto alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia e del pentito Roberto Perrone. Dagli accertamenti successivi è emerso come Giulio Giaccio fu scambiato per l’obiettivo dei killer che, prima di ucciderlo lo “interrogarono” e, nonostante il 26enne negasse di essere la persona in questione, fu ucciso e il corpo sciolto nell’acido, i suoi resti sono stati poi dispersi in una zona di Marano di Napoli.

L’avvocato dei familiari di Giaccio, Alessandro Motta, ha dichiarato: «non c’è prezzo per ripagare la vita di Giulio: dopo 23 anni, l’unica cosa in cui la famiglia crede è la giustizia, alla quale si sono affidati. La famiglia chiede la pena più severa per i protagonisti di questo orrendo delitto, soprattutto perché non ha neppure una reliquia su cui piangere».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA