NABKA GAZA PALESTINA ISRAELE

La pellicola diretta da Darin J Sallam ha ricevuto le critiche dei politici israeliani, tra cui Lieberman e Tropper che parlano di “bugie e diffamazioni”

Lo scorso giovedì Netflix ha reso disponibile sul proprio catalogo Farha, un film diretto dal regista giordano Darin J Sallam che descrive la pulizia etnica della Palestina durante la Nabka del 1948.

Nonostante le polemiche, derivanti soprattutto dal comparto politico israeliano, il colosso dello streaming occidentale ha deciso di trasmettere in ogni caso il racconto dell’espulsione di 750 mila palestinesi dalle loro terre da parte dei militari sionisti che, a loro volta, occuparono il 78% della Palestina storica.

Tra i massimi detrattori della pellicola ci sono il ministro delle finanze israeliane uscente, l’esponente di destra Avigdor Lieberman, e il ministro della cultura israeliano, Chili Tropper, secondo il quale il film ha mostrato “bugie e diffamazioni“.

Al centro delle polemiche c’è, in particolare, la proiezione del film in un teatro della città di Jaffa (o Yafa), tra i territori coinvolti dalla Nabka, “catastrofe” in arabo, oggi palestinese solo per un terzo. Secondo Lieberman dovrebbero decadere i finanziamenti statali di cui gode il teatro. «Chiedo alla direzione del teatro di modificare la decisione di proiettare il film», ha aggiunto, invece, Tropper.

«Lo sceneggiatore/regista del film, Darin J. Sallam, aveva il bisogno di raccontare la sua storia umana e personale che portava con sé fin dall’infanzia e di condividerla con il mondo», si legge nella nota della produzione del film. Intanto l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato mercoledì una risoluzione per riconoscere ufficialmente la Giornata della Nakba.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/MOHAMMED SABER