L’ex leader del movimento indipendentista si sarebbe prestata a un interrogatorio volontario nell’ambito delle indagini sulle 600 mila sterline raccolte per il referendum
6 ore di presunti guai per l’ex premier scozzese Nicola Sturgeon, arrestata e poi rilasciata nell’ambito delle indagini sul partito pro indipendenza al governo, lo Scottish National Party (Snp).
Lo ha riferito il suo portavoce. La polizia britannica, infatti, non aveva rivelato l’identità della donna, limitandosi a dire la sua età, 52 anni, e che era stata arrestata “in quanto sospettata in relazione all’indagine in corso sui fondi e sulle finanze dello Scottish National Party“. Il portavoce, invece, ha riferito che l’ex premier si è prestata a un interrogatorio volontario per collaborare con le indagini.
Dopo il rilascio Sturgeon ha dichiarato: «trovarmi nella situazione in cui mi sono trovata oggi, quando sono certa di non aver commesso alcun reato, è uno shock e un’angoscia profonda. So che questa indagine in corso è difficile per le persone e sono grata che molti continuino a mostrare fiducia in me e ad apprezzare che non farei mai nulla per danneggiare l’Snp o il Paese. L’innocenza non è solo una presunzione a cui ho diritto per legge. So al di là di ogni dubbio che sono di fatto innocente di qualsiasi illecito».
Le indagini riguardano la spesa di 600mila sterline donate per finanziare la campagna per l’indipendenza della Scozia e distratte dalle casse del partito. Sturgeon ha sempre difeso la trasparenza dei fondi, circa 667 mila sterline raccolte tra il 2017 e il 2020 per l’ipotetico referendum. L’Snp ha dichiarato di aver “collaborato pienamente con questa indagine” e che “continuerà a farlo“, sostenendo tuttavia che “non è opportuno affrontare pubblicamente alcuna questione mentre l’indagine è in corso“.
Prima dell’ex premier le indagini avevano portato all’arresto di altre due persone, due ex funzionari dell’Snp – cioè il tesoriere Colin Beattie e Peter Murrell, amministratore del partito nonché marito di Sturgeon -, poi rilasciati senza accuse.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/SCOTTISH GOVERNMENT