Il capo dello Stato ha deposto una corona di alloro sulla lapide all’ingresso del Sacrario. Polemiche sul messaggio di Giorgia Meloni
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è in visita alle Fosse Ardeatine, per il 79esimo anniversario dell’eccidio nazista.
Il capo di Stato ha deposto una corona d’alloro, portata a spalla da due Corazzieri, sulla lapide posta all’ingresso del Sacrario.
Al termine della cerimonia ha reso omaggio all’interno del Mausoleo alle 335 vittime della strage.
Anche la premier Giorgia Meloni ha ricordato l’evento. “Oggi l’Italia onora le vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Settantanove anni fa 335 italiani sono stati barbaramente trucidati dalle truppe di occupazione naziste come rappresaglia dell’attacco partigiano di via Rasella. Una strage che ha segnato una delle ferite più profonde e dolorose inferte alla nostra comunità nazionale: 335 italiani innocenti massacrati solo perché italiani. Spetta a tutti noi – Istituzioni, società civile, scuola e mondo dell’informazione – ricordare quei martiri e raccontare in particolare alle giovani generazioni cosa è successo in quel terribile 24 marzo 1944. La memoria non sia mai un puro esercizio di stile ma un dovere civico da esercitare ogni giorno”.
Polemiche per il messaggio di Meloni
Il messaggio di Giorgia Meloni ha scatenato le polemiche delle Opposizioni, ma non solo. Gianfranco Pagliarulo, presidente dell’ Anpi in una nota ha specificato: “la Presidente del Consiglio ha affermato che i 335 martiri delle Fosse Ardeatine sono stati uccisi ‘solo perché italiani’. È opportuno precisare che, certo, erano italiani, ma furono scelti in base a una selezione che colpiva gli antifascisti, i resistenti, gli oppositori politici, gli ebrei. È doveroso aggiungere che la lista di una parte di coloro che, come ha affermato Giorgia Meloni, sono stati ‘barbaramente trucidati dalle truppe di occupazione naziste’, è stata compilata con la complicità del questore Pietro Caruso, del ministro dell’Interno della repubblica di Salò Guido Buffarini Guidi, del criminale di guerra Pietro Koch, tutti fascisti”.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/ UFFICIO STAMPA QUIRINALE