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L’Unama: “274 uomini e 58 donne fustigati in 6 mesi”

In Afghanistan i reati vengono puniti con fustigazioni e pene corporali. È la denuncia presentata nel rapporto dell’ultima missione Onu nel Paese, l’Unama, che parla di “274 uomini, 58 donne e due ragazzi sono stati fustigati pubblicamente negli ultimi 6 mesi” dai talebani afghani.

Fiona Frazer, capo dei diritti umani della missione, ha dichiarato che le Nazioni Unite sono “fortemente contrarie” alla pena di morte e che “incoraggiano” il dipartimento degli Affari esteri a Kabul a “stabilire una moratoria immediata sulle esecuzioni”.

Frazer ha specificato: «le punizioni corporali sono una violazione della Convenzione contro la tortura e devono cessare», e ha chiesto che si faccia di più per rispettare gli standard internazionali sui diritti umani.

Secondo l’Onu i talebani fanno ampio uso di punizioni corporali, frustrate e amputazioni in pubblico da quando hanno preso il controllo del Paese nell’agosto 2021. Il primo uso documentato è avvenuto il 20 ottobre 2021 nella provincia di Kapisa, quando un uomo e una donna hanno ricevuto 100 frustate ciascuno da un tribunale de facto distrettuale, di fronte a studiosi di religione.

Le frustate sono state utilizzate principalmente per i “cosiddetti crimini morali”, anche per il sesso al di fuori del matrimonio e per le ragazze e le donne scappate dalle proprie case, spesso per sfuggire alla violenza domestica, secondo quanto riporta il rapporto. E non è nemmeno la punizione peggiore: le persone riconosciute colpevoli di reati di adulterio e omicidio sono spesso condannate alla pena di morte, mediante impiccagione o lapidazione in pubblico.

«Finché i talebani mostreranno disprezzo per le norme internazionali sui diritti umani, è probabile che queste pratiche barbare continueranno, – ha dichiarato Patricia Gossman, direttrice associata per l’Asia di Human Rights Watch. – I Governi che hanno relazioni con i Talebani, compresi i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dovrebbero esercitare pressione per porre fine a questi abusi e chiarire che nel caso continuino, le sanzioni internazionali rimarranno in vigore e potrebbero essere ampliate».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/ALI TAHIR