Sul tavolo la guerra in Ucraina, ma anche energia, salute, crisi alimentare e uguaglianza di genere

È in corso a Garmisch-Partenkirchen, in Baviera, il secondo giorno di lavori del G7, che ha visto riunirsi i leader e partecipare in videocollegamento il presidente ucraino Zelensky, che ha ringraziato il G7 e l’Ue per il supporto.

Oggi hanno preso parte ai lavori anche i leader di Argentina, India, Indonesia, Senegal e Sudafrica.

Le telecamere a circuito chiuso, collegate con la sala stampa che sta a Garmisch-Partenkirchern, a una ventina di chilometri di distanza dal castello, hanno inquadrato i capi di Stato e di governo seduti al tavolo, per poi passare sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in videocollegamento. Il leader ucraino ha chiesto sostengo su cinque punti: sistemi antiaereo di difesa, sicurezza, esportazioni di grano, sanzioni e ricostruzione.

Appello interamente accolto dal G7 che nella dichiarazione finale rilasciata in tarda mattinata ribadisce: «siamo impegnati ad aiutare l’Ucraina per la fine della guerra della Russia, a mantenere la sovranità e l’integrità territoriale, a difendersi e a scegliere il suo futuro».

«Stiamo lavorando insieme per trovare modi per ridurre ulteriormente le entrate derivanti dall’energia della Russia nei prossimi mesi per tagliare ulteriormente la capacità della Russia di finanziare la sua guerra non provocata in Ucraina» si legge ancora nella dichiarazione congiunta, nella quale si imputa a Mosca “enorme responsabilità per le crescenti minacce a livello globale alla sicurezza alimentare a seguito del conflitto“.

Si allinea alle posizioni anche Mario Draghi: «Putin non deve vincere. Noi restiamo uniti a sostegno dell’Ucraina» ha dichiarato il premier, ribadendo che “se l’Ucraina perde, tutte le democrazie perdono. Se l’Ucraina perde, sarà più difficile sostenere che la democrazia è un modello di governo efficace“.

Il cancelliere tedesco Scholz ha dichiarato che “aiuteremo l’Ucraina il più possibile, ma dobbiamo anche evitare che ci possa essere un grande conflitto tra Russia e Nato“. Von der Leyen ha confermato che il sostegno all’Ucraina andrà avanti e sarà garantito “finché sarà necessario”.

La Casa Bianca ha reso noto che i leader del G7 annunceranno nuove sanzioni “mirate” rivolte “alla produzione e alle catene di approvvigionamento militari russe”. «I Dipartimenti di Stato e del Tesoro degli Stati Uniti prenderanno di mira in modo aggressivo le catene di approvvigionamento della difesa russa imponendo sanzioni di blocco alle principali imprese statali della difesa, oltre alle organizzazioni di ricerca sulla difesa e a dozzine di altre entità e individui legati alla difesa e limiteranno la capacità della Russia di sostituire l’equipaggiamento militare che ha già perso durante la sua brutale guerra contro l’Ucraina», spiegano da Washington.

A tal proposito l’amministrazione americana ha confermato l’obiettivo di un price cap al petrolio russo, con lo scopo di “affamare la Russia, affamare Putin della sua principale fonte di denaro e spingere al ribasso il prezzo del petrolio russo per aiutare ad attenuare l’effetto della guerra di Putin alla pompa“.

Dalla Casa Bianca confermano anche che nelle prossime settimane il presidente americano Joe Biden e quelle cinese Xi Jinping avranno “uno scambio”.

Nel frattempo non si è fatta attendere la dura replica del Cremlino alla misura annunciata in apertura del G7 che vieterebbe l’importazione dell’oro russo. Sanzioni definite “illegali” dal portavoce Peskov che assicura il “reindirizzamento” del materiale prezioso, così come quello di altre commodities, “dove sono richieste e dove le scelte economiche sono più comode e legali“.

Nel pomeriggio si è discusso anche di ambiente, fra i dossier più urgenti nell’agenda dei leader mondiali. I Grandi 7 insieme ai vertici dell’Ue hanno deciso di “collaborare con un’attenzione particolare a riforme di politica energetica che accelerino la decarbonizzazione delle economie verso lo zero netto, garantire l’accesso universale all’energia sostenibile e a prezzi accessibili e offrire vantaggi socioeconomici e opportunità di sviluppo in linea con l’Agenda 2030, tenendo conto delle condizioni specifiche e le priorità di sviluppo di ciascun paese“. Lo si legge nelle conclusioni sul clima approvate nel pomeriggio.

di: Micaela FERRARO e Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/CHRISTIAN BRUNA