Parla l’AD di Snam, Stefano Venier: “in caso di inverno rigido abbiamo flessibilità sufficiente”. Resta ipotesi parziale razionamento
Nel pieno dell’emergenza energetica innescata dal conflitto in Ucraina e in vista dell’inverno, l’Italia può contare sul 95% dello stoccaggio.
Ad affermarlo, ai microfoni di Sky TG25 è l’amministratore delegato di Snam, Stefano Venier. «In caso di picchi di freddo durante l’inverno abbiamo flessibilità sufficiente per attingere al gas stoccato. Quello che sta arrivando, ma anche il prossimo, il 2023-24, sarà più complesso perché per ricostituire le scorte (che usiamo soprattutto a gennaio e febbraio) dovremo fare a meno del gas russo», ha dichiarato.
Stando a quanto spiegato da Venier, gli stoccaggi attuali coprono tra il 25% e il 30% del fabbisogno annuo del nostro Paese, che “in condizioni normali è di 40 miliardi di metri cubi all’anno“. Circa 4,5 miliardi di metri cubi di “riserve strategiche”, inoltre, in caso di bisogno andrebbero tirati fuori dal fondo degli stoccaggi.
La possibilità di un parziale razionamento per gli usi industriali, tuttavia, secondo Venier, non è da escludere in caso di un peggioramento dello scenario. Tutto dovrà essere rimandato a inizio 2023 quando, in concomitanza con la ricostituzione delle scorte, bisognerà fare i conti con il livello dei prezzi.
di: Alessia MALCAUS