Evoluzione e selezione delle razze, ma anche il tran tran quotidiano, rendono ossessionati e ansiosi i mici

I gatti stanno diventando come noi. Sindromi d’ansia, burn out e ossessivo-compulsività compresi. Lo rivela un’indagine di Le Monde che analizzando l’animaletto più amato dai francesi ha scoperto quanto lui ci possa cambiare. Ma anche quanto noi cambiamo loro.

I francesi sono particolarmente amanti dei felini domestici (15 milioni nel 2021 contro 7,5 milioni che preferiscono i cani) sarà anche per quegli aspetti menefreghisti, nichilisti e snob che li distinguono da cuccioli più scodinzolanti. Come afferma il veterinario Claude Béata nel suo libro La Folie des chats (Odile Jacob, 2022): “i gatti hanno fatto loro gli stessi valori tanto sbandierati del nostro tempo: come il rispetto del corpo e quello del territorio, la tendenza a fare casa e stare a casa e anche rendere normale il telelavoro”. Ma non siamo solo noi a cambiare verso uno stile di vita più gattesco.

Cani che fanno le fusa

“Negli ultimi anni sono state fatte scoperte interessanti sui gatti, come il fatto che sappiano riconoscere la voce del loro padrone o che certi miagolii imitano la stessa frequenza di quella dei bambini” commenta Mathieu Rebeaud, dottore in biochimica a Losanna, in Svizzera. Il punto è che oggi l’Uomo esige sempre di più dai suoi amici baffuti: vuole un micio più presente, interagisca con lui, che giochi e risponda alle sue richieste, al punto che “gli allevatori arrivano oggi a selezionarne anche i temperamenti che soddisfino queste esigenze”. Questo potrebbe portare, secondo lo storico Eric Baratay, a una mutazione genetica che lo renderà completamente domestico. Già oggi, secondo la ricercatrice Kristyn Vitale che ha pubblicato uno studio sulla rivista Behavioral Processes nel 2021, i gatti hanno sviluppato la caratteristica di essere addomesticati con il circuito “della ricompensa”, un po’ come i cani. A differenza dei cani però i gatti sembrano preferire una ricompensa sociale rispetto al cibo.

Mici dallo psicologo

Così però un animale abituato a essere più indipendente e autosufficiente potrebbe andare incontro anche a patologie psicologiche, proprio come gli esseri umani. Stress, depressione ma anche altro. Gli studi hanno dimostrato che, negli ultimi anni “i gatti hanno sviluppato pure disturbi d’ansia da separazione, che prima non avevano” sostiene Eric Baratay. Tra le nuove tendenze e un’eccesso di infantilizzazione degli animali, i gatti dimostrano oggi le stesse ansie, ossessioni e passioni, al punto che “l’amore finisce per essere una nozione complessa per loro al pari degli uomini”, conclude Kristyn Vitale. 

di: Caterina MAGGI

FOTO: PIXABAY