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L’ennesimo scandalo getta nell’ombra i Mondiali in Qatar

Quello che è già passato alla storia come il Mondiale degli scandali non cessa di dominare le cronache, oggi sconvolte dalla morte del giornalista sportivo statunitense Grant Wahl. Il 48enne è deceduto venerdì sera mentre era allo stadio per assistere a Olanda-Argentina.

Prima un malore accusato nella sala stampa all’inizio dei supplementari, poi un lungo tentativo di rianimazione e infine il decesso avvenuto in ospedale per cause ancora in via di definizione.

Wahl era stato a lungo collaboratore di Sports Illustrated ed era, come ha confermato anche il suo agente Tim Scanlan, oberato di lavoro negli ultimi giorni fra i servizi televisivi sul Mondiale e i podcast. Sembra che il giornalista facesse fatica a dormire da diversi giorni.

A rendere sospetta la sua morte è anche una vicenda che l’aveva visto protagonista nei giorni scorsi quando in occasione della prima partita dei Mondiali si era recato allo stadio indossando una maglietta arcobaleno in favore dei diritti delle persone LGBTQ, trovandosi a discutere animatamente con gli stessi steward della Fifa all’ingresso.

È stato lo stesso fratello di Wahl, Eric, a sollevare dubbi in merito alla morte di Grant; in un video postato sul suo Instagram Eric ha sostenuto di non credere alle cause naturali della morte e di ritenere che Grant sia stato ucciso; spiegando che il gesto della maglietta arcobaleno indossata dal fratello, Eric ha anche dichiarato la propria omosessualità.

L’ultimo articolo del giornalista recitava “They Just don’t Care” e puntava il dito contro la noncuranza degli organizzatori della competizione mondiale per la morte dei lavoratori migranti.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/MADS CLAUS RASMUSSEN