libertà di stampa

Nel 2023 sono ben 31 i Paesi in una “situazione molto grave”, il livello più basso della classifica. L’Italia risale ed è 41esima

Il 3 maggio si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale della libertà di stampa. Nel 2023, quello che dovrebbe essere riconosciuto come un diritto universale ha però raggiunto standard estremamente bassi in un numero record di Paesi. Ce lo conferma l’annuale World Press Freedom Index, il report che fotografa lo stato di salute della libertà di stampa nel mondo.

Secondo questo indice sono 31 i Paesi in tutto il mondo che versano in una “situazione molto grave” da questo punto di vista, con la libertà di stampa minacciata da disinformazione e propaganda, cui si aggiunge anche lo spettro dell’intelligenza artificiale. Due anni fa questo standard, il più basso della valutazione dei Reporters Sans Frontières, era stato toccato da 21 Paesi.

L’Italia, in controtendenza, nel 2023 è riuscita a scalare la classifica rispetto all’anno scorso risalendo di 17 posizioni e collocandosi 41esima su 180 Paesi.

Molte Nazioni hanno perso posizioni in seguito a mutamenti politici, con un crescente autoritarismo che mina sempre più la libertà della stampa. Fra queste c’è, ad esempio, la Tunisia, che passa dal 94esimo al 121esimo posto. «Dalla rivoluzione del 2011 che ha cacciato il presidente Ben Ali fuori dal Paese, la Tunisia ha vissuto una transizione democratica con molti colpi di scena – scrive RSF. – Il colpo di Stato del presidente Kaïs Saïed nel luglio 2021 ha sollevato timori di un declino della libertà di stampa».

Complice di questo aggravamento anche la crisi economica, che “ha indebolito l’indipendenza di molte redazioni, dominate da interessi politici o economici, e ha minato il nascente pluralismo mediatico“. Infine, preoccupano le crescenti intimidazioni dei giornalisti che stanno “diventando un luogo comune e i reporter devono spesso affrontare la violenza dei manifestanti tunisini. Un nuovo limite è stato raggiunto il 14 gennaio 2022, quando un corrispondente di diversi media internazionali è stato picchiato e una decina di altri giornalisti sono stati brutalizzati mentre seguivano una manifestazione, e nel febbraio 2023, con l’arresto del giornalista e direttore della radio Mosaïque, Noureddine Boutar“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY