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La Cina convoca l’ambasciatore nipponico. È previsto uno scarico nell’oceano prolungato fino all’inizio degli anni 2050

Avrà inizio giovedì 24 agosto, “se le condizioni meteorologiche lo permetteranno”, lo scarico nell’Oceano Pacifico delle acque trattate provenienti dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi, nel nord-est del Giappone.

Ad annunciarlo è stato il primo ministro giapponese Fumio Kishida, a seguito dell’ispezione della centrale in fase di smantellamento. Kishida ha avuto un incontro con le associazioni locali dei pescatori. L’autorizzazione della manovra era stata data dal predecessore di Kishida, Yoshihide Suga, nell’aprile 2021, il progetto però aveva ricevuto la convalida ad inizio luglio dall’Agenzia per l’energia atomica (AIEA).

Quest’ultima ha infatti garantito che sarà sicuro per l’ambiente e per la salute dell’essere umano specifiando che continuerà ad avere una presenza in loco presso la centrale e pubblicherà dati che saranno condivisi con la comunità globale, tra questi il monitoraggio delle rilevazioni in tempo reale.

Il premier del Giappone ha dichiarato che il Paese continuerà a diffondere il piano ai residenti e alla comunità internazionale ‘con un alto livello di trasparenza’, minimizzando eventuali danni alla reputazione dell’area.  

La Cina ha convocato l’ambasciatore giapponese. In particolare è stato il viceministro degli Esteri di Pechino, Sun Weidong, a chiedere l’incontro “per presentare solenni rappresentazioni” sull’annuncio di Tokyo relativo all’inizio dello scarico nell’oceano “delle acque reflue contaminate” dalla centrale nucleare.

Come avviene il processo?

La capitale prevede di scaricare in maniera graduale nel Pacifico oltre 1,3 milioni di tonnellate di acqua dell’impianto di Fukushima Daiichi provenienti da acque piovane, sotterranee e da iniezioni necessarie per raffreddare i noccioli dei reattori andati in fusione dopo lo tsunami che distrussero la costa nord-orientale del Paese nel marzo 2011, causando ‘uccisione di più di 20mila persone. 

Tutte queste acque sono state raccolte e poi trattate per espellere le sostanze radioattive, ad eccezione però del trizio, che soltanto in dosi molto alte è dannoso alla salute, non può essere rimosso con le tecnologie di oggi. Tepco, gestore della centrale di Fukushima, prevede uno scarico nell’oceano prolungato fino all’inizio degli anni 2050, con una portata massima di 500.000 litri al giorno e con una diluizione tale da ridurre il livello di radioattività dell’acqua ben al di sotto degli standard nazionali.

Arrivano i tagli ad import alimentare

John Lee, governatore di Hong Kong, ha deciso che attiverà “immediatamente” limitazioni sulle importazioni di alcuni cibi dal Giappone.

“La sicurezza alimentare e la salute pubblica a Hong Kong sono le massime priorità del governo di Hong Kong – ha scritto su Facebook -. Ho immediatamente incaricato…i dipartimenti governativi competenti di attivare le misure di controllo delle importazioni per proteggere la sicurezza alimentare e la salute pubblica a Hong Kong”.

di: Alice GEMMA

FOTO: EPA/FRANCK ROBICHON