GIULIA TRAMONTANO

La consulenza autoptica ha riscontrato tracce di Bromadiolone, un topicida: Impagnatiello potrebbe aver avvelenato la 29enne per mesi

Emergono nuovi dettagli dall’autopsia su Giulia Tramontano, la 29enne uccisa dal compagno Alessandro Impagnatiello lo scorso maggio.

Nella consulenza autoptica depositata il 30 agosto alla Procura di Milano si fa riferimento alla presenza di Bromadiolone, veleno per topi, sia nel sangue della donna, sia nel feto: la 29enne era incinta di 7 mesi. Stando a quanto riferito, sarebbe stato riscontrato un “incremento” della somministrazione del veleno “nell’ultimo mese e mezzo”. Secondo gli inquirenti, Impagnatiello potrebbe aver cercato di avvelenare Tramontano per mesi.

Secondo gli investigatori a dicembre Impagnatiello aveva effettuato delle ricerche online sul motivo per cui il veleno non “faceva effetto” e quanto tempo ci voleva affinché agisse, salvo poi scoprire che la sostanza perde potenza se somministrata con “bevande calde”. Stando a quanto riferito, sempre nel mese di dicembre Tramontano in un chat con un’amica aveva scritto: «Mi sento una pezza, ho troppo bruciore di stomaco (…) lo stomaco mi uccide (…) mi sento drogata».

Dall’autopsia, inoltre, sarebbe emerso che la giovane era ancora viva dopo le prime coltellate inferte dal compagno.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/SERGIO PONTORIERO