Solo ieri la Regione di Kherson è stata bombardata 54 volte, con ingenti danni anche a strutture residenziali
Sta facendo il giro del mondo l’intervista realizzata dalla Cnn ad Abbas Gallyamov, ex collaboratore diretto di Putin (in passato è stato il suo speechwriter) e oggi analista politico, che ci racconta di un presidente “impopolare davvero odiato, a capo del paese con una guerra, davvero impopolare“. Mentre l’economia russa sta “peggiorando“, quella di “un golpe militare contro il presidente” starebbe diventando una “possibilità reale” che “potrebbe verificarsi nei prossimi dodici mesi“.
Molti i fattori che starebbero spingendo Putin verso il presunto “golpe”, dall’esorbitante numero di soldati russi che hanno già perso la vita nella guerra fino alle conseguenze economiche delle sanzioni: «la guerra – dichiara Gallyamov – è persa, e ci sono sempre più cadaveri che tornano in Russia, quindi i russi incontreranno maggiori difficoltà e cercheranno di trovare una spiegazione del perché tutto questo sta accadendo».
L’analista parla anche delle elezioni in programma per marzo 2024, quando Putin sarà a caccia del quinto mandato: secondo l’ex collaboratore sarebbe possibile «che Putin annulli le elezioni presidenziali previste per il marzo del prossimo anno: a giudicare dalle sue azioni potrebbe davvero annullarle: senza vittoria sull’Ucraina, dovrà affrontare i russi in difficoltà, ed i russi non hanno bisogno di lui se non è forte. Potrebbe davvero dichiarare la legge marziale e annullare le elezioni».
Pechino vicina a Mosca ma smentisce la visita
È prontamente arrivata la smentita di Pechino in merito all’ipotesi di una visita in Russia del presidente cinese Xi Jinping: «al momento – ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Mao Ning commentando l’annuncio di Mosca – non ho informazioni che posso condividere». L’incontro, secondo le dichiarazioni iniziali del Cremlino, si dovrebbe tenere in primavera. «Cina e Russia mantengono una stretta cooperazione a vari livelli per promuovere lo sviluppo delle relazioni bilaterali e contribuire al mantenimento della pace e dello sviluppo nel mondo» ha comunque aggiunto Mao.
La posizione cinese si fa sempre più determinante nel conflitto ucraino: lo conferma ancora oggi il segretario della Nato Stoltenberg, secondo cui “Pechino osserva con attenzione cosa sta accadendo oggi in Ucraina e questo potrà influenzare le sue decisioni future: ciò che accade oggi in Europa potrà accadere domani in Asia“. Stoltenberg si trova in Giappone dove ha incontrato il premier Kishida.
«La Cina non è un nostro avversario ma bullizza i suoi vicini e minaccia Taiwan, dunque dobbiamo capire e gestire questa sfida» ha aggiunto il segretario dell’Alleanza.
Armi, Kiev chiede alla Francia mentre la Polonia ritratta sugli F-16
Oggi il ministro della Difesa ucraino si rivolgerà personalmente a Parigi per chiedere nuovi aerei da combattimento: Macron incontrerà infatti Oleksij Reznikov, che avrà anche un faccia a faccia con il suo omologo Sebastien Lecornu. Sembrerebbe infatti che la Francia abbia aperto più spiragli di quanto non abbia fatto ieri Biden che ieri negava la possibilità di fornire F-16 agli ucraini.
Il vice ministro della Difesa polacco Wojciech Skurkiewicz intanto ha negato che siano in corso “discussioni ufficiali sul trasferimento di F-16“. Ieri, invece, il capo dell’Ufficio del presidente ucraino Andriy Yermak, aveva scritto su Telegram di aver ricevuto “segnali positivi” dalla Polonia sulla consegna degli aerei.
Nel frattempo il ministro degli Esteri ucraino Kuleba ha riferito che “la coalizione di carri armati ora ha 12 membri” e che è previsto l’arrivo, nella “prima ondata”, di 120-140 carri armati.
Ancora a proposito di armi, oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricevendo il suo omologo ungherese Katalin Novák, ha voluto ribadire che “il sostegno politico, economico e militare all’Ucraina e le sanzioni alla Russia sono funzionali a far cessare la guerra, non ad alimentarla“.
Bollettino dal campo
La regione di Kherson sembra essere diventata uno degli obiettivi cruciali della strategia offensiva russa. Solo nella giornata di ieri il territorio è stato bombardato 54 volte, con danni anche a edifici residenziali attraverso “artiglieria, cannoni antiaerei, mortai e carri armati” come rivela un rapporto dell’Amministrazione militare regionale. La città di Kherson è stata colpita 7 volte, con il microdistretto di Ostriv particolarmente martoriato.
I russi hanno annunciato di aver preso il villaggio di Blagodatnoye, a nord di Bakhmut, nel corso delle operazioni offensive condotte nel Donetsk. Questo quanto annunciato dal portavoce del Ministero della Difesa, tenente generale Igor Konashenkov, riportato dalla Tass. «Nella direzione di Donetsk, i volontari delle unità d’assalto supportati da aerei operativi-tattici e dell’aviazione dell’esercito, dalle truppe missilistiche e dall’artiglieria del gruppo di battaglia meridionale hanno liberato la comunità di Blagodatnoye nella Repubblica Popolare di Donetsk come risultato di operazioni offensive di successo», ha spiegato il portavoce.
Blinken chiede a Lavrov di fermarsi
«Il ministro degli esteri egiziano mi ha consegnato il messaggio del segretario di Stato americano», spiega il ministro degli Esteri russo, Serghey Lavrov, secondo quanto riporta la Tass, riferendosi a Antony Blinken che domenica è stato in Egitto prima di arrivare in Israele. Il messaggio, continua Lavrov, “contiene solo inviti alla Russia a ‘quit and stop’, abbandonare e fermarsi“.
Putin lancia centri di addestramento congiunti in Bielorussia
Con un decreto pubblicato oggi i ministri degli Esteri e della Difesa russi hanno stabilito di avviare i negoziati per creare centri di addestramento militare congiunti con la Bielorussia.
I dettagli sono ancora in corso di definizione, mentre si stanno già per concludere le esercitazioni militari iniziate qualche settimana fa.
Intanto, il procuratore generale russo Igor Krasnov ha riferito a Putin che «gli sforzi degli organi di controllo hanno riportato a casa più di 9.000 persone mobilitate erroneamente, comprese quelle che non avrebbero mai dovuto essere mobilitate per motivi di salute».
di: Marianna MANCINI
aggiornamento di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA/EPA/MIKHAEL KLIMENTYEV/SPUTNIK