Tra le ipotesi sul tavolo l’azzeramento dell’Iva su pane, pasta e latte e il taglio del cuneo fiscale fino tre punti per i redditi più bassi

La Manovra economica arriva oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri con un pacchetto da 32 miliardi. Come anticipato dalla premier Giorgia Meloni il Governo punta a sostenere “famiglie e imprese” ma Palazzo Chigi frena sulla proposta della Lega circa un “bonus da 20mila euro per chi si sposa in chiesa”.

Tra le ipotesi al vaglio c’è l’azzeramento dell’Iva su pane, pasta e latte; il taglio del cuneo fiscale fino a tre punti per i redditi più bassi; le pensioni, con un ragionamento su una quota 41+62; la flat tax, con aumento della soglia fino a 85 mila euro per gli autonomi. Nel mirino anche i bonus edilizi con una razionalizzazione degli incentivi: la misura dovrebbe essere inserita nel decreto fiscale collegato e seguirebbe l’intervento sul Superbonus già inserito nel dl Aiuti quater.

«Questa settimana verrà presentata la legge di bilancio e vedremo come i populisti riusciranno a concretizzare le tante promesse della loro campagna elettorale. Per me entreranno in un giro di contraddizioni insostenibile. E come dico spesso, nel 2024 noi saremo – con Renew Europe – il primo partito italiano», ha scritto Matteo Renzi sulla sua e-News.

Il commento di Bonomi

«Manca un intervento forte sul cuneo fiscale: serve un intervento coach – così il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha commentato la prossima legge di bilancio all’assemblea di Confindustria Genova. – Sotto 35 mila euro si è perso potere d’acquisto per cui l’unico modo è tagliare le tasse sul lavoro cercando 16 miliardi. In questo modo si può dare una mensilità in più per tutta la vita lavorativa. Le risorse si trovano riconfigurando il 4-5% della spesa pubblica».

E aggiunge: «se il nuovo Governo ha difficoltà a mettere in bilancio subito un taglio forte sul cuneo fiscale potrebbe però annunciarlo per il 2023 e il 2024, ma non a parole, mettendolo per iscritto. Se invece, come ho sentito – ha aggiunto Bonomi – si darà spazio a prepensionamenti, finte flat tax e bonus sull’Irpef non lo capiremo. Perché è chiaro che certi interventi sono fatti per rispondere alle promesse elettorali mentre le vere emergenze sono altre».

Incontro al Mef tra Salvini e Giorgetti

In vista del Consiglio dei ministri, questa mattina c’è stato un incontro al Mef tra il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Al centro il punto sulle misure della legge di bilancio che stasera sarà all’esame del Cdm, convocato alle 20.30.

Verso la scomparsa del Reddito di Cittadinanza

Il leader del M5S all’opposizione, Giuseppe Conte, si scaglia contro le proposte del Governo Meloni che punta a indebolire e cancellare il Reddito di cittadinanza. «Il governo Meloni dimostra di avere letto la Costituzione al contrario: regala un biglietto in prima classe a evasori e corrotti che vogliono girare con mazzette di contanti, mentre lascia al proprio destino chi è in grande difficoltà economica e sociale. L’ossessione di Meloni è smantellare il Reddito di cittadinanza. L’esecutivo sta lavorando per tagliare questo sostegno vitale ai cosiddetti ‘occupabili’. Una formula dietro la quale la destra prova a dipingere un universo sociale di scansafatiche. Ma gli occupabili sono 660 mila con storie ben complesse. Certo, è possibile riformare il Rdc, rendendolo più compatibile con il reddito da lavoro, diminuendo il livello di tassazione ai percettori che accettano un lavoro, almeno per un periodo iniziale. Il dovere di una società civile è accompagnare al lavoro attraverso percorsi di inclusione più forti, con incentivi alle aziende per assumere. Siamo disponibili a lavorare insieme al governo in questa direzione. Se invece il governo volesse far ripiombare il Paese nel passato, siamo pronti a mobilitare il M5S assieme alle forze sociali, politiche, civiche non solo nelle sedi istituzionali, ma anche in ogni piazza e angolo del nostro Paese».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/CLAUDIO PERI