gravina mancini

Il numero uno della Figc commenta l’addio dell’ex ct azzurro e riaccende le polemiche

La panchina azzurra ha già trovato un degno sostituto in Luciano Spalletti, ma le polemiche fra la Figc e l’ex ci Roberto Mancini non sono ancora sopite.

Il tecnico marchigiano aveva spiegato le sue dimissioni con una lettera in cui recriminava la mancanza di fiducia da parte di Gravina: «non mi è sembrato di trovare il clima con cui era cominciata questa avventura. Se ad un allenatore toccano lo staff di fiducia è come certificare la mancanza di fiducia nel gruppo di lavoro» diceva Mancini a Il Messaggero mentre a Repubblica confermava: «ho cercato più volte di parlare con Gravina ed esporgli le mie ragioni. Gli ho spiegato che in questi mesi mi doveva dare tranquillità, lui non l’ha fatto e io mi sono dimesso».

Una versione smentita da Gravina che oggi replica sui giornali: «da lui – accusa in un’intervista al Corriere della Sera – parole sconfortanti e offensive. Continuo a chiedermi perché abbia detto certe cose. E mi chiedo se le ha dette per davvero perché sa benissimo che la realtà è il contrario esatto di quanto ha dichiarato. Tutti e tre, io Roberto e Silvia (moglie dell’ex allenatore e suo avvocato, ndr) sappiamo cosa è successo veramente».

E ancora «sono amareggiato. Ci sono rimasto male. Non porto rancore ma i tempi di questo divorzio mi lasciano perplesso. Roberto non ha mai detto che voleva andarsene. È stato fulmine a ciel sereno – accusa Gravina. – Ho sentito parlare di dimissioni per la prima volta dalla moglie, Silvia Fortini, il suo avvocato, il giorno prima che arrivasse negli uffici della Federcalcio una pec formale. Considerati i rapporti personali avrei apprezzato di più se Mancini mi avesse espresso la sua volontà  guardandomi negli occhi».

«Fra noi c’era amicizia e professionalità. Non ho mai invaso il campo, mai suggerito un giocatore, mai ho chiesto la formazione. Non meritavo parole così. Non rinnego il rapporto di amicizia con Roberto, che ha sempre dimostrato stile. Spero riveda la sua posizione. Anzi, vado oltre e vi dico: chiamatelo perché non posso credere che si sia espresso così» conclude amareggiato il numero uno della Figc.

Poi, su Spalletti, Gravina ritrova l’entusiasmo: «ha vinto lo scudetto facendo emozionare Napoli e tutti quelli che amano il calcio, è una guida forte e sicura, ha esperienza e un gioco brillante. Ma soprattutto perché già alla prima telefonata, ha mostrato un entusiasmo contagioso» racconta aggiungendo di aver appreso dai giornali della clausola che legava il tecnico toscano al Napoli: «i nostri avvocati mi hanno rassicurato: potevamo parlare con lui, il resto è una questione tra Luciano e il suo vecchio club».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI