CREMLINO

Abbattuti tre droni russi sul suolo ucraino. Zelensky destituisce comandante forze congiunte Moskalyov

La guerra in Ucraina è giunta al 368esimo giorno.

Secondo il Cremlino non ci sono attualmente le “condizioni” per parlare di “pace”.

Lo ha riferito il portavoce Peskov, secondo quanto riporta l’agenzia Tass: «al momento la Russia non vede le condizioni per uno sviluppo pacifico della situazione in Ucraina, per cui l’operazione militare russa continuerà. Il ritorno della Crimea all’Ucraina è impossibile perché è una parte integrante della Russia», ha inoltre aggiunto.

Sulle sanzioni, Peskov ha dichiarato: «l’Occidente continuerà a imporre sanzioni alla Russia in modo assurdo. Si vede che c’è una certa carenza degli obiettivi da sanzionare e questo spiega l’inclusione illogica di certi individui e entità legali nella lista».

La Cina minaccia contromisure verso gli Usa

Pechino si è opposta con durezza alle sanzioni imposte dagli Usa alle aziende cinesi sospettate di aver rapporti con l’esercito russo. La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha dichiarato: «Deploriamo e respingiamo la mossa. La Cina continuerà ad adottare le misure necessarie per salvaguardare con fermezza i diritti e gli interessi legittimi delle imprese cinesi».

Ning ha parlato anche della volontà di mantenere aperti i canali di comunicazione con tutti: «la posizione della Cina sulla crisi ucraina è coerente e molto chiara. È essenziale chiedere la pace e promuovere il dialogo e una soluzione politica alla crisi. Abbiamo sempre mantenuto la comunicazione con le parti, Ucraina inclusa».

Licenziato il comandante dell’Operazione delle forze congiunte

Il presidente Zelensky ha silurato il comandante dell’Operazione delle forze congiunte (Jfo) ucraine, Eduard Moskalyov, ma non sono state rese note le ragioni della destituzione. Moskalyov era stato promosso lo scorso marzo. L’annuncio della rimozione è stato dato in un decreto presidenziale estremamente conciso.

Medvedev parla di “apocalisse nucleare”

“Se la questione dell’esistenza della stessa Russia viene seriamente sollevata, non sarà decisa sul fronte ucraino, ma insieme alla questione dell’esistenza dell’intera civiltà umana. E non dovrebbero esserci ambiguità qui: non abbiamo bisogno di un mondo senza la Russia. Certo, si potrebbe continuare a pompare armi nel regime neofascista di Kiev e bloccare ogni possibilità di rilanciare i negoziati. I nostri nemici stanno facendo proprio questo, non volendo capire che i loro obiettivi portano ovviamente a un fiasco totale. Sconfitta per tutti. Crollo. Apocalisse. La vita precedente dovrà essere dimenticata per secoli, fino a quando le macerie fumanti cesseranno di emettere radiazioni” ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Medvedev in un’intervista rilasciata per il quotidiano russo Izvestia.

Al fronte

Si combatte la guerra dei droni al fronte. L’esercito ucraino ha abbattuto tre droni russi: uno Shahed sopra Chernihiv Oblast, e altri due dei quali non sono state rese note le coordinate. I droni Shahed sono di fabbricazione iraniana. Nell’attacco consumatosi stanotte è morto un civile e altri quattro sono rimasti feriti, secondo quanto riporta il sindaco di Khmelnytskyi.

A Kherson sono in corso forti esplosioni: le truppe stanno bombardando la città con i lanciarazzi.

Reznikov ringrazia l’Italia

Il ministro ucraino della Difesa Reznikov, intervistato dall’Ansa, ha espresso “apprezzamento per il popolo italiano, il governo italiano e due ministri della Difesa”, Guerini e Crosetto, che definisce “due amici”. «Siamo molto contenti del pacchetto di sostegno e aiuti e con il signor Guido [Crosetto, NdR] ci siamo incontrati a Bruxelles all’ultimo Ramstein, abbiamo discusso di nuovi pacchetti. E sono sicuro che quando celebreremo la nostra vittoria in questa guerra, festeggeremo con gli amici italiani».

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK