Alla scoperta dell’azienda che fa la differenza nell’industria alimentare

Il settore della produzione di macchine per l’industria alimentare sta intraprendendo nuove rotte, in quanto non si dedica solo alla produzione di alimenti carnei e lattiero-caseari, ma anche di prodotti vegetali. È esattamente questo il contesto in cui si colloca Handtmann Italia, divisione italiana della storica azienda tedesca. Ne abbiamo parlato con l’Amministratore delegato Stefano Colori.

Il gruppo Handtmann nasce in Germania nel 1873. Come siete arrivati in Italia e quali sono oggi i vostri mercati di riferimento?

«Handtmann arriva in Italia nel 1991, prima a Vicenza e poi nell’attuale sede di Villafranca di Verona, grazie a un distributore ufficiale. Inizialmente ci siamo avvicinati al settore del “meat processing” che aveva un grande potenziale nel mercato italiano e siamo entrati, così, in contatto con i grandi salumifici. Questo ha permesso ad Handtmann di essere oggi il primo produttore di insaccatrici a livello mondiale. Il mercato di riferimento è sicuramente quello della produzione di alimenti carnei ma, anche grazie a una serie di acquisizioni, ci siamo rivolti ad altri mercati, come quello dei prodotti a base vegetale, lattiero-caseario, ittico, dell’Ho.Re.Ca. e delle cucine industriali. La nostra espansione ci ha permesso di ampliare la catena produttiva e di entrare nei diversi mercati come solution provider: specialisti e fornitori di linee complete di processo che seguono l’intero ciclo di lavorazione».

Handtmann non tratta solo carne, ma si occupa anche di preparazioni vegetali e alimenti lattiero-caseari. Quali sono gli altri settori di punta della vostra realtà?

«Sicuramente il pet food, che rappresenta quasi un terzo del fatturato totale, e i “ready meals”: grazie ai nostri macchinari all’avanguardia siamo in grado di occuparci completamente del processo di produzione, dalla cottura fino al porzionamento degli alimenti. Il nostro obiettivo principale, infatti, è quello di essere sempre vicini al cliente – in questo caso la grande distribuzione – fornendo un servizio completo. Un altro settore fondamentale per noi è quello vegan, che sta vivendo uno sviluppo notevole in Italia. Recentemente, grazie a un aumento delle vendite e all’espansione del gruppo, Handtmann è diventato anche leader nella produzione di sistemi per l’utilizzo  di alginato, una sorta di “budello vegetale” per salsicce ricavato dalle alghe».

Quali sono i vostri punti di forza e cosa vi rende competitivi nel mercato italiano?

«Siamo i primi in Italia ad avere una struttura di service delocalizzata. Ogni tecnico, infatti, possiede un furgone che funge da vero e proprio magazzino, grazie al quale assistiamo il cliente e soddisfiamo ogni sua esigenza. Di recente abbiamo implementato anche un servizio di assistenza virtuale che opera tramite intelligenza artificiale: gli operatori di macchina indossano degli occhiali in realtà aumentata collegati al computer del tecnico, che agisce come una sorta di “robot”, pronto a intervenire immediatamente con tecnologie all’avanguardia, come i puntatori laser. Un service apprezzatissimo e una novità accolta con entusiasmo dai nostri clienti a cui vogliamo avvicinarci sempre di più: per farlo siamo anche in procinto di aprire una nuova sede nel Centro-Sud».

La curiosità e l’innovazione sono sintomo dell’ottimo stato di salute di un’azienda: Handtmann Italia non solo è pronta a fidelizzare gli attuali mercati di riferimento, come quello delle carni rosse, bianche e del pet food, ma anche ad approdare verso nuovi lidi, come il bakery, la panificazione e il vegan. La nuova sfida sarà quella di inserirsi nel settore ittico, proprio nel momento di transizione dall’artigianale all’industriale.