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Alla conferenza sulla sicurezza Kuleba promette: “gli aerei arriveranno” ma Tajani frena

I leader del G7 in conferenza sulla sicurezza hanno condannato in una nota congiunta “il continuo sequestro e la militarizzazione della centrale nucleare di Zaporizhzhya da parte della Russia”. I sette grandi del pianeta hanno “chiesto il ritiro immediato delle forze e del personale russo”. Hanno inoltre sottolineato il loro “pieno sostegno agli sforzi dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica per affrontare i problemi di sicurezza nucleare e di salvaguardia in Ucraina”.

Fuori dal summit intanto si sono svolti alcuni cortei contro la guerra, organizzati da gruppi di sinistra e anti-imperialisti. Tra questi anche il Partito comunista tedesco (DKP), la Gioventù dei giovani lavoratori socialisti tedeschi(SDAJ). La manifestazione a cui hanno partecipato decine di migliaia di persone ha accusato la conferenza di lucrare sul conflitto e ha chiamato alla responsabilità i leader mondiali, perché terminino la guerra e costruiscano la pace.

Von der Leyen: “basta a imperialismo russo”

A Monaco, alla Conferenza sulla sicurezza, è intervenuta la presidente della Commissione europea. Ursula von der Leyen ha dichiarato: «dobbiamo fare pressione per fare in modo che le mire imperialistiche della Russia falliscano e che l’Ucraina vinca. E dobbiamo fare in modo che l’Ucraina possa avere munizioni standard. Non può essere che si debbano aspettare mesi e anni per inviare obici. Possiamo raggruppare l’industria militare europea e cercare di capire cosa serve. Dobbiamo fare la stessa cosa che abbiamo fatto nella pandemia, quando abbiamo chiesto all’industria farmaceutica di cosa avesse bisogno».

Von der Leyen ha spiegato che “è importante che siamo chiari su cosa sia questa guerra, ha a che fare con i piani imperialisti di Putin. È inaccettabile” e che “non accetteremo mai questa guerra imperialistica, non accetteremo mai il tentativo di Putin di mettere in crisi il diritto internazionale, non accetteremo mai che un altro Paese invii dei carri armati oltre i confini per invadere uno Stato vicino“. Inoltre la presidente ha ribadito che “per noi non si fa nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina. Sono loro a decidere quando e come sedersi a un tavolo di negoziati“.

Stoltenberg: quanto succede in Ucraina può ripetersi in Asia

È un avvertimento il messaggio che ha deciso di lanciare a Monaco il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Infatti secondo Stoltenberg quanto sta succedendo in questi mesi in Ucraina potrebbe ripetersi in Asia. Pechino, assicura, sta “osservando da vicino” per vedere la “ricompensa” che la Russia riceverà “per la sua aggressione all’Ucraina”.

Stoltenberg ha poi chiesto di non commettere “lo stesso errore” con la Cina fatto con la Russia, in riferimento alla dipendenza di prodotti e materie prime, e ha aggiunto che “la guerra in Ucraina ha reso evidente il pericolo di un’eccessiva dipendenza dai regimi autoritari“.

Sunak: “raddoppiare il sostegno militare all’Ucraina”

Rishi Sunak, primo ministro della Gran Bretagna, ha dichiarato che è “arrivato il momento di raddoppiare il sostegno militare all’Ucraina contro la Russia“. Sunak ha poi accusato la Russia di crimini contro l’umanità (come fatto anche da Kamala Harris) e ha assicurato che l’Ucraina “ha tutto il diritto di difendersi. La risposta della comunità internazionale all’aggressione russa contro l’Ucraina non è stata abbastanza forte” e per questo “serve un nuovo trattato da siglare a Vilnius in occasione del prossimo vertice Nato, per proteggere l’Ucraina anche da future aggressioni“.

Inoltre “la responsabilità della Russia per i crimini di guerra commessi e la distruzione dell’Ucraina è chiara” e Mosca dovrà pagare “per la ricostruzione“.

Wang Yi: “la pace deve avere una chance”

Il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Wang Yi ha assicurato che la Cina presenterà “la posizione cinese sul superamento della crisi dell’Ucraina“. Ha inoltre dichiarato che “la pace deve avere una chance“.

Wang Yi ha sottolineato la necessità di perseguire ogni via del dialogo, e che “la Cina sostiene i colloqui per la pace sulla questione dell’Ucraina“.

Harris: “alleanza Nato più forte che mai”

Dopo aver incontrato Emmanuel Macron la vicepresidente statunitense Kamala Harris ha pubblica un tweet dove esprime ancora una volta la vicinanza e il sostegno all’Ucraina. «Anche oggi è stato un ottimo incontro con il presidente Macron. Il nostro impegno nei confronti dell’Ucraina persiste e l’alleanza Nato rimane più forte che mai» si legge.

Nel suo intervento la vicepresidente ha ribadito: «oggi, un anno dopo aver avvertito da questo palco dell’imminente invasione russa dell’Ucraina possiamo dire che Kiev resiste ancora, la Russia è indebolita l’Alleanza transatlantica è più forte di prima». Inoltre Harris ha dichiarato che nella sua guerra contro l’Ucraina la Russia è «responsabile di crimini contro l’umanità» e che «nessuna nazione è al sicuro in un mondo in cui un Paese può violare la sovranità e l’integrità territoriale di un altro. Se l’azione di Putin avrà successo altri Paesi potrebbero seguirne l’esempio mettendo a rischio l’ordine internazionale. Per questo occorre far rispettare le regole che ci siamo dati dopo la seconda guerra mondiale per mantenere la pace».

«Abbiamo esaminato le prove, conosciamo gli standard legali – ha dichiarato Harris in conferenza stampa – e non ci sono dubbi che questi siano crimini contro l’umanità. Gli Stati Uniti hanno formalmente determinato che la Russia ha commesso crimini contro l’umanità».

La vice presidente statunitense ha poi concluso: «abbiamo visto la Corea del Nord e l’Iran inviare armi alla Russia. Siamo preoccupati da questo approfondimento delle relazioni».

Biden invierà un messaggio a Putin

Il presidente statunitense Joe Biden “manderà un messaggio” al presidente russo Vladimir Putin quando, la prossima settimana, parlerà a Varsavia. Biden parlerà dalla Polonia martedì 21, mentre l’omologo russo parlerà a Mosca a tre giorni dall’anniversario dell’inizio della guerra. Joe Biden incontrerà martedì il presidente polacco Andrzej Duda, e il giorno seguente i leader dei Nove di Bucarest, un gruppo di membri della Nato dell’Europa orientale: Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania e Slovacchia.

Biden poi contatterà telefonicamente i leader di Gran Bretagna, Francia e Italia, mentre il cancelliere tedesco Scholz sarà negli States il 3 marzo.

Tajani: “all’Onu la prossima settimana”

«La settimana prossima sarò all’assemblea generale dell’Onu dove ribadirò la posizione italiana a difesa del diritto internazionale» ha invece dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Il quale ha tenuto anche a sottolineare che non c’è stato “nessuno strappo” tra Forza Italia e il Ppe, la coalizione europea di cui il partito di Berlusconi fa parte e che aveva annullato un incontro a seguito delle sue parole sulla guerra. Tajani ha affermato di aver parlato con il presidente dei popolari europei Manfred Weber e di aver avuto un chiarimento. «Berlusconi e Forza Italia sono la stessa cosa – ha precisato il ministro degli Esteri, rispondendo a una domanda dei giornalisti italiani sulle esternazioni di Silvio Berlusconi sull’Ucraina -. Forza Italia è sempre stata con la Nato e per il sostegno all’Ucraina», ha aggiunto.

Sul fronte degli aiuti a Kiev si dimostra invece più cauto. Nel pomeriggio il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba aveva annunciato: «mi assumo il rischio di dire che l’Ucraina riceverà gli aerei. È questione di tempo e di procedura – aggiungendo che –ci vorrà più tempo che per i carri armati, lo capiamo, ma proprio la logica, il senso di come evolve la situazione, porterà tutti noi alla decisione sugli aerei». A questo proposito il responsabile del dicastero italiano ha “tirato il freno”, precisando che: «non se ne è parlato concretamente. Noi abbiamo sempre detto che non vogliamo fare la guerra alla Russia. Abbiamo dato armi difensive all’Ucraina. L’ultimo invio è un sistema di difesa aerea, quindi non serve per offendere ma per difendere».

Mosca: “delusi dai rapporti tra Moldavia e Usa”

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha dichiarato che Mosca rimane aperta a un dialogo “costruttivo e pragmatico” con il governo moldavo a Chisinau. Lo riporta l’agenzia di stampa statale russa Tass. «Sfortunatamente, è improbabile che la rotta di Chisinau verso la Russia cambi», ha continuato. Il riferimento è all’insediamento del governo filo-occidentale della presidente moldava Maia Sandu, che ha accusato la Russia di complottare per destabilizzare il Paese. Un’accusa che il Cremlino respinge come “completamente infondata”.

Notizie dal fronte

A Kiev e in altre 10 regioni ucraine è scattato l’allarme anti-aereo. Dal rapporto mattutino dello stato maggiore emerge che ieri l’esercito russo ha compiuto 29 attacchi aerei e lanciato 10 missili. Lo stato maggiore inoltre avverte che “la minaccia di ulteriori attacchi missilistici russi rimane molto alta in tutto il territorio dell’Ucraina” e che ieri “sono stati respinti attacchi nemici intorno a 20 insediamenti in tre regioni: Lugansk, Donetsk e Kharkiv“. Mosca, riporta l’agenzia Unian, “continua a condurre un’aggressione armata su vasta scala contro l’Ucraina. Il nemico non smette di distruggere le infrastrutture chiave del nostro Stato, continua a colpire, a sparare con l’artiglieria su obiettivi civili e sulle case della popolazione“.

A Khmelnytskyi, nell’Ucraina occidentale, sono state registrate diverse esplosioni secondo quanto riporta l’Ukrinform. Il capo dell’amministrazione militare regionale di Khmelnytskyi, Serhii Gamalii, ha invitato i cittadini e non uscire dai rifugi antiaerei.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti di: Caterina MAGGI

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