Dopo gli sceneggiatori, anche i protagonisti incrociano le braccia dopo la scadenza del contratto

Niente da fare a Hollywood dove sono fallite anche le contrattazioni con gli attori: dopo gli sceneggiatori, in sciopero dal due maggio scorso, anche i protagonisti sul grande schermo hanno deciso di incrociare le braccia, non avendo trovato un accordo con le case di produzione allo scadere del contratto.

Durante una conferenza stampa Duncan Crabtree-Ireland, direttore esecutivo della SAG-AFTRA (Screen Actors Guild-American Federation of Radio and Television Artists) ha dichiarato che la dirigenza sindacale ha votato per l’interruzione del lavoro poche ore dopo la scadenza del contratto e l’interruzione dei colloqui con l’Alliance of Motion Picture e i produttori televisivi che rappresentano datori di lavoro tra cui Disney, Netflix, Amazon.

«Lo sciopero è uno strumento di ultima istanza» ha affermato Crabtree-Ireland.

Si tratta della prima mobilitazione indetta da attori e attrici di film e programmi televisivi dal 1980, ed è il primo sciopero congiunto tra sceneggiatori e attori dal 1960.

«I datori di lavoro fanno di Wall Street e dell’avidità la loro priorità e dimenticano i contributori essenziali che fanno funzionare la macchina – ha dichiarato la presidente di SAG-AFTRA, l’attrice Fran Drescher – Sono dalla parte sbagliata della storia».

Lo scorso mese attori del calibro di Meryl Streep e Jennifer Lawrence avevano sottoscritto una lettera indirizzata all’Alliance of Motion Picture and Television Producers, l’associazione che rappresenta i principali studi di produzione e streaming compresi Apple, Netflix, Amazon, Disney, Paramount, Sony e Warner Bros Discovery.

Fra le richieste avanzate c’erano sono aumenti di retribuzione (base e residuali) e garanzie di tutela nei confronti dell’AI, la cui ombra minaccia anche il lavoro degli attori. Le ripercussioni non riguarderanno solo i set di registrazione, ma anche le ospitate, le promozioni, i red carpet e gli eventi come preannuncia il sindacato, cui sono iscritti circa 160mila attori.

«Dovremmo proteggere le persone che sono un po’ ai margini» spiegava ieri in una conferenza stampa anche Matt Damon.

di: Marianna MANCINI

aggiornamenti di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/ETIENNE LAURENT