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Un decreto legislativo del 1975 aveva revocato ai combattenti nel Paese la nazionalità portoghese

Ha già raggiunto le 1.600 firme la petizione per l’attribuzione della cittadinanza portoghese agli ex combattenti guineani nella Guerra d’Oltremare, che con questo scopo chiederanno udienza al presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa.

I veterani delle forze armate portoghesi che avevano combattuto in questa guerra infatti si erano visti revocare la propria nazionalità nel giugno del 1975, dopo l’indipendenza della Guinea-Bissau.

Il testo della petizione accusa il Portogallo di “non essere grato” ai veterani per il servizio reso durante la guerra e per il sangue versato: «noi, veterani della Guinea delle Forze armate portoghesi – si legge nella lettera – abbiamo visto compagni e amici, genitori e fratelli innamorati del Portogallo. Portoghesi; eravamo, dal 1961, cittadini a pieno titolo. All’epoca di tutte le decisioni, quando il Portogallo aveva bisogno di noi, eravamo a sua disposizione. Siamo ciò che resta di quei quasi 20mila bambini della Guinea che non hanno rifiutato ciò che era per noi un indeclinabile dovere di cittadinanza. Poiché siamo nati portoghesi, serviamo il Portogallo come il Portogallo ci ha chiesto di servirlo. Farlo è stato il massimo degli onori».

«Mai prima d’ora nessuno Stato ha privato del diritto alla cittadinanza una parte così ampia dei suoi cittadini, invocando un criterio strettamente razziale, cioè un criterio strettamente razzista» si legge ancora nella petizione. Nel 1974 infatti l’accordo di Algeri stabiliva che il Paese si sarebbe dovuto assumere la responsabilità del destino e dei diritti dei combattenti all’estero; un accordo poi sostituito dal decreto del 1975 del socialista Santos con cui veniva revocata la cittadinanza.

«Dei circa 25 milioni di portoghesi che eravamo nel 1974, il 60% sono stati improvvisamente, involontariamente e illegalmente – illegalmente perché in palese violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e dell’ordinamento costituzionale prima o dopo il 1976 – dichiarati non portoghesi».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/JOSE SENA GOULAO