Primo colloquio della premier con il segretario della Nato
Il conflitto in Ucraina è giunto al 246esimo giorno.
Oggi la neo premier italiana Giorgia Meloni ha avuto un colloquio con il segretario generale della Nato Stoltenberg durante il quale ha ribadito che l’Alleanza Atlantica è “indispensabile per difendere la sicurezza e i valori comuni che caratterizzano l’identità occidentale“, ha riaffermato il pieno sostegno all’Ucraina contro l’aggressione russa e “l’importanza, nell’ottica di un approccio globale, di rafforzare l’impegno della NATO nel contrasto alle minacce di diversa natura provenienti da tutte le direzioni strategiche, incluse le sfide del Sud”. Infine, ha formulato l’auspicio di poter incontrare presto e di persona il segretario.
Putin accusa gli Usa: “Kiev rifiuta la Pace per colpa loro”
Secondo il presidente russo Vladimir Putin, Kiev rifiuta i negoziati con la Russia su ordine diretto degli Stati Uniti. Il leader del Cremlino ha aggiunto che “Mosca sarebbe pronta ad impegnarsi in trattative sulla base dei suoi interessi ma l’Ucraina è riluttante a fare altrettanto“.
Per quanto riguarda l’intercessione di Papa Francesco, la portavoce del ministero degli Esteri russo rispondendo a una domanda dell’ANSA dice: «scusi se rido, ma è impossibile reagire altrimenti vedendo Macron che da un lato tende una mano al Vaticano per una mediazione mentre con l’altra firma contratti per fornire armi a Kiev. Macron dovrebbe trovare un equilibrio o rischia uno sdoppiamento della personalità. O pace e trattative e quindi mediazione, oppure forniture di armi e alimentazione continua del conflitto. Come queste due cose convivano in lui chiedeteglielo voi stessi. Lui vi è più vicino».
Al fronte
Lo Stato maggiore delle forze armate ucraine ha lanciato l’allarme spiegando che “non esclude” che i russi possano ricorrere ad esplosioni della centrale nucleare di Zaporizhzhia “per disabilitarla in modo permanente e provocare un disastro incolpando l’Ucraina”.
Intanto un migliaio di cadaveri di civili e militari ucraini sono stati riesumati nei territori liberati di recente dall’assedio degli occupanti, come riferisce il ministero per il Reinserimento dei territori occupati. Nel rapporto è indicato che “in particolare, quasi 450 corpi sono stati scoperti a Izyum, nell’Ucraina dell’est, nel luogo di una delle sepolture di massa più grandi che siano state trovate. Stanno emergendo circostanze scioccanti sulle atrocità commesse dagli occupanti”. A Kharkiv in una fossa comune sono stati riesumati 17 corpi di soldati ucraini.
Le autorità filorusse hanno comunicato che nella notte c’è stato un attacco con droni a una centrale elettrica della Crimea.
La società che gestisce l’energia elettrica Ukrenergo ha comunicato che proseguono i blackout programmati a Kiev: le interruzioni sono iniziate alle 5:38 ora locale di stamattina, 27 ottobre.
Un deposito di petrolio nella città di Shakhtarsk, occupata dai russi e situata nella regione ucraina di Donetsk, ha preso fuoco in seguito a un bombardamento. Lo riferiscono i media locali. Sono stati danneggiati 12 serbatoi di carburante vicino alla stazione ferroviaria.
Demolizione di monumenti dedicati all’Armata Rossa in Polonia
Intanto in Polonia il Governo sta demolendo i monumenti che commemoravano i soldati dell’Armata Rossa, i simboli del dominio sovietico sul paese instaurato dopo la seconda guerra mondiale perché, come ha detto il direttore dell’istituto storico nazionale Karol Nawrocki, “ricordano un sistema che ha colonizzato mezza Europa, compreso il nostro paese, rendendola suo vassallo”.
Putin al Forum economico eurasiatico di Baku
Il leader del Cremlino Vladimir Putin ha inviato questa mattina al Forum economico eurasiatico di Baku un messaggio, sottolineando che “la Russia continuerà a impegnarsi per creare stabilità e prosperità in Eurasia”.
«Ogni anno cresce l’importanza dell’Eurasia, si rafforzano nuovi centri di crescita economica, emergono gruppi di integrazione e si coniugano le loro potenzialità. La cooperazione tra gli Stati della regione si basa sui principi di sovranità, uguaglianza, fiducia reciproca e rispetto. La Russia, da parte sua, continuerà a compiere sforzi attivi volti alla formazione nella Grande Eurasia di uno spazio continentale di pace, stabilità e prosperità».
Durante un colloquio con il presidente della Guinea-Bissau, poi, avrebbe affermato che l’Ucraina rifiuta i negoziati con la Russia su ordine degli Stati Uniti. Lo riporta la Tass citando il portavoce del Cremlino secondo il quale Mosca sarebbe pronta ad impegnarsi in trattative sulla base dei suoi interessi ma l’Ucraina è riluttante a fare altrettanto.
Il presidente della Cia ha incontrato Zelensky
La Cnn ha reso noto, citando alcune fonti, che il presidente della Cia Bill Burns ha incontrato all’inizio del mese Zelensky e altri funzionari a Kiev. Sembra che Burns abbia “ribadito l’impegno degli Stati Uniti a fornire supporto all’Ucraina nella sua lotta contro l’aggressione russa, inclusa la continua condivisione di informazioni”.
Secondo gli Stati Uniti l’assegna di segnali distintivi da parte di Mosca è sintomatico del fatto che “Putin vuole chiaramente proseguire questa guerra”, come sostenuto dal portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca John Kirby, che precisa anche che “nessuna delle due parti è pronta a sedersi al tavolo”.
La guerra come una jihad, le parole del leader ceceno
Il leader ceceno Kadyrov ha definito il conflitto che sta imperversando in Ucraina come una jihad: «vi do la mia parola, li attaccheremo ogni giorno. Non faremo prigionieri questi demoni. Li bruceremo. Il nostro territorio è Odessa, Kiev, Kharkiv. L’Ucraina ci appartiene interamente» ha detto in un video pubblicato su Telegram.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/STATE EMERGENCY SERVICE OF UKRAI