La maggioranza fa scudo sulla legge di Bilancio. Avanti con le riforme costituzionali e il premierato

È un consiglio dei ministri cruciale quello in programma per oggi, lunedì 30 ottobre. Il macrotema sul tavolo è la manovra, con il testo definitivo che sta prendendo forma e che secondo il ministro degli Esteri Tajani potrebbe vedere la luce già da oggi.

La seduta è stata preceduta da due riunioni di maggioranza. La prima ha riguardato la riforma costituzionale che vuole introdurre il premierato; i lavori, incentrati sulla sfiducia costruttiva e sulle norme “anti-ribaltone“, saranno poi concretizzati nel Cdm di venerdì. L’altra ha invece riguardato la manovra.

Su questo Tajani chiarisce che Forza Italia ha “preso un impegno” per non presentare emendamenti alla legge di bilancio. Prima che il testo approdi in Senato, comunque, il vicepremier vuole assicurarsi che “non contenga sbavature o cose che non ci erano state dette“. Un controllo in linea con la posizione di Governo degli azzurri che, rispetto al Governo, sono sempre stati “leali, seri, credibili, affidabili, responsabili“, spiega ancora Tajani.

Il Consiglio questa mattina è stato preceduto da una riunione di maggioranza che ha confermato “la volontà di procedere speditamente all’approvazione della Legge di Bilancio senza pertanto presentare emendamenti“. Il testo definitivo, presentato in modo compatto, arriverà in Parlamento entro stasera. In una nota Palazzo Chigi precisa che comunque “il Governo terrà conto con grande attenzione del dibattito parlamentare e delle considerazioni delle forze di maggioranza ed opposizione“.

Sono molti i punti all’esame, dopo i tanti passi indietro fatti sulla bozza. L’ultimo in ordine di tempo, quello sul taglio del cuneo fiscale che nel 2024 non inciderà sulle tredicesime.

Avanti con le riforme costituzionali

La riunione di maggioranza sulle riforme costituzionali ha fatto il punto sull’introduzione del premierato. Le parti avrebbero trovato un accordo, tanto che il testo della bozza dovrebbe apparire già nel prossimo cdm di venerdì 3 novembre.

Stando a quanto si apprende da fonti di Governo, le riforme costituzionali riguarderebbero anche la cancellazione dell’istituto della nomina di altri senatori a vita. A parte questo i poteri del presidente della Repubblica non verrebbero toccati.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI