Bambi sarà riportato sul grande schermo, ma non nella veste cui siamo stati abituati
Se pensavate che già il primo film di Bambi fosse traumatico, con la morte della madre in scena e le immagini in chiaroscuro della caccia con i cani, forse non siete pronti per ciò che sta bollendo in pentola. Secondo le ultime notizie Bambi, l’adorabile cerbiatto rimasto orfano per la brutalità dei cacciatori umani, diventerà una furiosa macchina per uccidere alimentato a vendetta in un film in lavorazione diretto da Scott Jeffrey. Il regista di The Nurse of Humpty Dumpty e The Bad Nun ha infatti rivelato in un’intervista a Dread Central che sta lavorando su una rivisitazione horror del romanzo di Felix Salten che ormai ha quasi cento anni. «Il film sarà una versione incredibilmente oscura della storia del 1928 che tutti conosciamo e amiamo» ha detto Jeffrey.
La Disney ha adattato il romanzo di Salten, dove un piccolo capriolo continuava a vivere in un bosco del Tirolo dopo l’uccisione della madre, rendendo popolare una versione animata nel 1942 e oggi Scott Jeffrey sta collaborando con Rhys Frake-Waterfield per scrivere e dirigere questo nuovo adattamento: Frake-Waterfield è già noto per aver girato un horror su Winnie The Pooh che dovrebbe arrivare al cinema a febbraio 2023. L’ispirazione per questo nuovo horror intitolato Bambi: The Reckoning è il film The Ritual. Racconterà quindi l’avventura folle e sanguinosa di un gruppo di quattro amici che si avventurano in una foresta misteriosa durante un’escursione solo per incontrare una creatura terribile.
La legge sul copyright degli Stati Uniti è limitata alla vita dell’autore, più 70 anni (ma la legislazione può cambiare da stato a stato). L’autore di Bambi, Felix Salten, è morto nel 1945. Il Copyright Term Extension Act, implementato nel 1998, protegge i diritti d’autore aziendali per 95 anni dalla prima pubblicazione o 120 anni dopo la sua creazione. Ciò significa che Bambi della Disney è ancora protetto dal copyright, ma la società non ha più un diritto esclusivo sul lavoro di Salten.
di: Caterina MAGGI
FOTO: SHUTTERSTOCK