Usa, GB, Canada e Giappone vogliono vietare l’export e le transazioni connesse al metallo prezioso

Tutto pronto al Castello di Elmau in Baviera che ospiterà il G7. Ospite di casa il cancelliere Scholz che accoglie all’arrivo i colleghi, prima di un pranzo di lavoro che aprirà la discussione sul conflitto in Ucraina e in particolare sulle sue conseguenze.

Al centro del dibattito due questioni centrali: l’economia con le sue sfide e il processo di transizione verde. Si parlerà dunque di sostenibilità fiscale, riforme e investimenti, ma anche lotta alle diseguaglianze, inclusività economica, inflazione, costo dell’energia, crisi alimentare.

Sul tavolo ci sarebbe anche la possibilità di costituire un “Club per il clima”, così come era già stato annunciato da Scholz a gennaio durante la presentazione del summit.

Il programma del G7 in Baviera

Tre giornate dense di appuntamenti per coprire una fitta agenda di tematiche. Oggi sono in programma tre sessioni su economia globale, promozione di partenariati per infrastrutture sostenibili a favore dei Paesi in via di sviluppo e politica estera e di sicurezza.

Nella seconda giornata di domani i 7 leader si concentreranno sulla guerra in Ucraina, per poi dedicarsi a due sessioni su clima, energia e salute globale e sicurezza alimentare.

Nella giornata conclusiva di martedì si parlerà poi di multilateralismo e trasformazione digitale. Alcune singole sessioni di lavoro vedranno inoltre la partecipazione di Paesi partner del G7 quali Argentina, India, Indonesia, Senegal e Sud Africa, ma anche i vertici delle istituzioni europee e organizzazioni internazionali quali Onu, Oms, Banca Mondiale, Fmi, Ocse, WTO, Aiea, Organizzazione internazionale del lavoro.

Bando all’import di oro russo

Nel frattempo è già arrivata una prima presa di posizione da parte dei leader del G7: quattro dei 7 Paesi, nello specifico Usa, Gran Bretagna, Giappone, e Canada, bandiranno l’export di oro russo. In questo modo per gli oligarchi russi sarà più difficile aggirare le sanzioni acquistando lingotti.

Boris Johnson ha annunciato che questa iniziativa “colpirà direttamente gli oligarchi russi e il cuore della macchina da guerra di Putin“, mentre Biden rivendica la chiusura di un rubinetto da “decine di miliardi di dollari” per Mosca.

Dopo l’energia, l’oro è infatti la seconda più grande fonte di reddito da export per la Russia, che produce ogni anno il 10% del metallo prezioso estratto a livello mondiale. Nel Paese si trovano alcune delle riserve auree più grandi al mondo, con un valore stimato che si aggira sui 140 miliardi di dollari.

Il bando all’oro di Mosca porterà banche, spedizionieri e raffinatori a smettere di trattare con il metallo prezioso russo, così come sta in parte già avvenendo specialmente nei mercati occidentali.

Il vertice

Fra i primi a prendere la parola c’è il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, che ha voluto ribadire il pieno sostegno economico e militare a Kiev: «le azioni della Russia hanno messo il mondo a rischio, dal primo giorno abbiamo mostrato unità nel sostenere Kiev e sanzionare Mosca. – ricorda – L’Ucraina ha bisogno di più aiuti militari e finanziari e noi glieli daremo».

Durante un incontro bilaterale a margine del G7 il premier britannico Johnson ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron e si è detto contrario a “ogni tentativo” di una soluzione negoziata “in questo momento” con la Russia per la pace in Ucraina. Johnson ha messo in guardia Macron dal rischio di prolungare “l’instabilità mondiale“. I due leader vedono la possibilità di “invertire il corso” della guerra.

Colloquio bilaterale anche tra Joe Biden e Olaf Scholz: il presidente Usa ha elogiato il cancelliere tedesco “per l’impatto che Berlino ha avuto sull’Europa spingendola a muoversi sull’Ucraina” e ha definito la Germania “uno degli alleati più veloci e più stretti”. I due leader hanno poi parlato delle “sfide poste dalla Cina” e ribadito la necessità di “colmare il divario nelle infrastrutture a livello globale”.

Il Governo ucraino ha chiesto al G7 di rispondere agli attacchi missilistici russi su Kiev con sanzioni più aggressive. «Apprezziamo l’embargo sulle esportazioni di oro russo, ma nel nuovo pacchetto di sanzioni dovrebbe essere incluso l’embargo sul gas», ha affermato Andriy Yermak, capo dell’ufficio del presidente Zelenksy.

I leader europei hanno trovato il tempo di scherzare e imbastire una piccola gara “testosteronica” per stabilire cosa li farebbe sembrare “più duri” del presidente Putin. Il premier britannico Boris Johnson ha chiesto se dovesse indossare la giacca o meno perché “dobbiamo tutti dimostrare di essere più forti di Putin”. Pronta la riposta del leader canadese Justin Trudeau, che ha proposto “una passeggiata a cavallo a torso nudo”, evocando le gesta effettuate nel corso degli anni da Vladimir Putin.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/DIEGO AZUBEL