ANSA/LUCA ZENNARO

L’anarchico si troverebbe in una struttura “incapace di fornirgli la dovuta assistenza”, sostiene Mauro Palma

Alfredo Cospito, l’anarchico in carcere e in sciopero della fame dal 20 ottobre scorso per protestare contro il regime di isolamento 41bis cui è stato sottoposto, sarebbe in condizioni talmente gravi da rendere il suo trasferimento “non più procrastinabile”. Lo ha detto il Garante nazionale delle persone prive della libertà Mauro Palma, sottolineando che il carcere Bancali di Sassari è inadeguato a offrire assistenza al detenuto, che deve essere trasferito al più presto.

Il carcere di Sassari, infatti, aveva rilevato l’ufficio del Garante, “non è dotato di un centro clinico interno e nel territorio limitrofo non vi sono strutture sanitarie in grado di assicurare eventuali interventi urgenti con la dovuta sicurezza”. Intanto la Cassazione ha anticipato al prossimo 7 marzo l’udienza in cui sarà giudicato l’appello dell’anarchico.

Intanto la tensione, complice anche gli attacchi a sfondo anarchico di questa mattina contro le istituzioni italiane in Europa, non accenna a diminuire. Questa mattina a Cagliari una donna di 44 anni è stata fermata dai carabinieri mentre disegnava scritte a favore del detenuto, con una bomboletta spray, su tre colonne del porticato del palazzo del Consiglio Regionale della Sardegna (Via Roma). Le scritte sono già state rimosse.

Rivendicato attentato anarchico a Perugia

Risulterebbe riconducibile a gruppi anarchici anche il tentativo di incendio con della diavolina occorso al citofono dell’abitazione di Giorgio Del Papa, già titolare di un’azienda a Campello sul Clitunno dove nel novembre del 2006 morirono in un incidente sul lavoro quattro operai di una ditta esterna. Dentro la villa è stata gettata anche una busta con della carne avvelenata.

La pista che gli investigatori stanno percorrendo è quella anarchica, in quanto su un sito di simpatie anarchiche sono stati rinvenuti materiali che rivendicano il gesto come “in solidarietà con Alfredo Cospito e Anna Beniamino” (la compagna del detenuto in sciopero della fame). Quanto fatto presso l’abitazione di Del Papa viene definito “un piccolo gesto per denunciare la coerenza classista del sistema giudiziario italiano”, secondo le regole del quale “Anna e Alfredo rischiano l’ergastolo per strage, per due bombe contro la Caserma Allievi Carabinieri a Fossano, il 2 giugno 2006, che purtroppo non hanno fatto né morti né feriti. Mentre gli stragisti veri, gli industriali, i capitalisti, se la spassano nelle loro ville”.

di: Caterina MAGGI

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO