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Le condoglianze sono espresse da tutti i Capi di Stato, ovunque bandiere a mezz’asta

Riunendo il Parlamento in una sessione straordinaria, anche la neo-eletta Liz Truss, l’ultima premier nominata dalla Regina, ha dedicato alla Sovrana defunta un discorso di commiato, esprimendo “profondo dolore” per la sua scomparsa.

«Era la roccia sulla quale è stata costruita la Gran Bretagna di oggi – scandisce Truss – diventata regina a 25 anni dopo la guerra e portando avanti una nazione dinamica che ha prosperato sotto il suo Regno, unito grazie a lei».

Una regnante “devota all’unione di Inghilterra, Galles, Irlanda del Nord” che “ha servito anche gli altri Paesi del Commonwealth” in qualità di Regina.

«Ci ha dato la speranza durante la pandemia – ricorda ancora Truss -, sapeva che questa generazione di britannici sarebbe stata la più forte di sempre».

La premier ricorda poi la promessa di Elizabeth II, quella di “dedicare la sua vita al servizio” della Nazione: «mai una promessa come questa è stata mantenuta come ha fatto lei. La sua devozione al dovere è un esempio per tutti noi. Per 7 decenni è stata anche il capo supremo della Chiesa, la diplomatica più importante della Nazione, dimostrando l’abilità di andare oltre quello che succedeva».

Alla Camera dei Comuni ha preso la parola anche l’ex premier, Boris Johnson, che ha parlato di “Elisabetta la Grande“. Avremmo voluto “che fosse eterna” ha spiegato BoJo, sostenendo che solo nel momento della morte dalla monarca l’intero Paese si è reso conto dell'”enormità di ciò che ha fatto per noi“. Johnson si è soffermato sulla figura di guida reale ma “umile“, che regnato ma anche servito e amato il suo Paese. Johnson ha raccontato aneddoti sulla guida della regina spesso “a velocità allarmante” per le strade della Scozia. Oltre a Johnson un’altra ex premier nella Camera dei Comuni ha salutato la regina, Theresa May.

L’ambasciata del Regno Unito a Roma ha reso noto che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in serata si recherà dall’ambasciatore britannico Ed Llewellyn per firmare il libro delle condoglianze per Sua Maestà.

Il mondo si stringe intorno alla famiglia reale

La notizia della morte della regina Elisabetta II ha colpito tutto il mondo. Le bandiere di moltissimi Paesi sono a mezz’asta in segno di lutto.

I messaggi di cordoglio si susseguono da quando il decesso è stato annunciato, ieri. Dalla Cina giunge il messaggio del presidente Xi Jinping che ha inviato le sue “sincere condoglianze alla famiglia reale, al governo e al popolo” del Regno Unito. Il capo di Stato cinese ha espresso la vicinanza all’Inghilterra a nome “del governo e del popolo cinese, nonché a suo nome” e ha sottolineato che la morte della monarca sia “un’enorme perdita per il popolo britannico“. Il rapporto tra la regina e la Cina è stato stretto e il presidente Xi Jinping ha ricordato sia stata la prima monarca britannica a visitare la Cina, il presidente cinese si è rivolto al nuovo monarca dicendosi “disposto a lavorare con il re Carlo III per promuovere lo sviluppo sano e stabile delle relazioni bilaterali a vantaggio dei due paesi e dei loro popoli“.

Anche il primo ministro del Giappone, Fumio Kishida, si è stretto alla famiglia reale britannica. Il premier nipponico ha sottolineato che “la morte di Elisabetta II, che ha guidato il Regno Unito, è una grande perdita non solo per il popolo britannico ma anche per la comunità internazionale” e ha espresso le “più sentite condoglianze alla famiglia reale britannica, al governo britannico e al popolo del Regno Unito“.

Dall’Australia il premier Anthony Albanese spiega che “i pensieri degli australiani sono rivolti oggi a popolo del Regno Unito” per “una perdita che sentiamo tutti, perché pochi hanno conosciuto un mondo senza la regina Elisabetta II“. Il regno di Elisabetta è stato “una costante rara e rassicurante in mezzo a rapidi cambiamenti. Nel rumore e nel tumulto degli anni, ha incarnato ed esibito una decenza senza tempo e una calma duratura“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamento di: Marianna MANCINI

FOTO: EPA/LUKAS COCH AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT