Il Governo di Ortega procede la sua guerra contro la Chiesa Cattolica, le missionarie non avrebbero rispettato le leggi sul finanziamento al terrorismo

Il Nicaragua caccia le suore di Madre Teresa di Calcutta. Lo rende noto il vescovo ausiliare di Managua, monsignor Silvio José Baez, dando notizie sull’attacco del regime di Daniel Ortega contro la Chiesa cattolica.

«Mi rattrista molto che la dittatura abbia costretto le suore Missionarie della Carità di Teresa di Calcutta a lasciare il Paese. Nulla giustifica il privare i poveri della cura della carità. Sono una testimonianza del servizio amorevole che le sorelle hanno reso. Dio vi benedica» – afferma il vescovo.

Stando a quanto dichiarato dalla Direzione generale di Registro e controllo delle organizzazioni senza scopo di lucro del ministero degli Interni, le Missionarie della Carità, a Managua dal 1986, non avrebbero rispettato le leggi sul “finanziamento del terrorismo e sulla proliferazione delle armi di distruzione di massa“. Inoltre, la congregazione religiosa porterebbe avanti attività per le quali non ha avuto autorizzazioni da parte dei ministeri per la Famiglia, della Pubblica Istruzione e della Sanità.

La decisione, arrivata dal Governo guidato da Ortega e la moglie, Rosario Murillo, dovrà essere ratificata in Parlamento.

Lo scorso marzo era già stato cacciato dal Paese il Nunzio apostolico, l’ambasciatore del Papa, mentre molti vescovi e sacerdoti avevano ricevuto delle minacce.

La vicenda è commentata anche dal direttore della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre, Alessandro Monteduro. «Nel Paese guidato da Ortega dall’aprile 2018 – dice – si sta assistendo ad una profonda crisi socio-politica, accompagnata da numerosi crimini ai danni di religiosi. Aggressioni, molestie e persecuzioni ai danni di membri del clero sono oramai quotidiane e a questo occorre aggiungere anche l’annullamento dei permessi di soggiorno dei sacerdoti stranieri».

«Le religiose sono state espulse insieme ad altri 101 gruppi di beneficenza – sottolinea Acs. – In questo clima oppressivo, la Chiesa cattolica sta cercando senza successo di mediare tra il Governo e l’opposizione. Purtroppo è divenuta bersaglio di attacchi e rappresaglie anche per aver dato rifugio nei suoi edifici a manifestanti che chiedevano il rilascio dei prigionieri politici. La Chiesa non smetterà di denunciare le violazioni dei diritti umani, inclusa la libertà religiosa, ma le prospettive per il futuro sono sconfortanti».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/ PIYAL ADHIKARY / PAL