Il professor Andrea Rinaldo ha vinto il riconoscimento per i suoi studi sulle reti fluviali

Per la prima volta in oltre trent’anni di Storia lo Stockholm Water Prize, il “Nobel dell’acqua”, è stato assegnato a un italiano. Si tratta di Andrea Rinaldo, ricercatore e professore che ha conquistato l’onorificenza grazie ai suoi studi sulle reti fluviali, come chiave per comprendere la Natura ed eliminare le disuguaglianze.

«Le mie ricerche -spiega il professore Rinaldo – e quello delle persone che in questi anni hanno lavorato con me, hanno come scopo quello di rendere equa la distribuzione dell’acqua per tutti nel contesto di una generale progressiva riduzione delle disuguaglianze sociali ed economiche e di una corretta percezione ecologica dei processi controllati dall’acqua».

Veneziano, 68 anni, il professore è ordinario di Costruzioni idrauliche all’Università di Padova, nonché direttore del Laboratory of Ecohydrology della École polytechnique fédérale di Losanna e presidente dell’Istituto Scienze, Lettere e Arti di Venezia. Oltre che scienziato, Rinaldo è ex rugbista professionista: stringendo una palla ovale tra le braccia ha vinto tre scudetti con il Petrarca arrivando a indossare la maglia azzurra della nazionale. Oggi, lasciati gli scarpini all’ombra delle acca, è dirigente della Federazione italiana rugby e fa parte del board dell’European professional club rugby.

Lo Stockholm Water Prize, conferito dal 1991, segue un processo di selezione dei candidati simili a quelli del Nobel. È assegnato dal Stockholm International Water Institute (Siwi) in collaborazione con l’Accademia reale svedese delle scienze. La cerimonia di conferimento ufficiale si terrà a Stoccolma il prossimo 23 agosto.

di: Caterina MAGGI
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