aborigeni in australia

La proposta di Albanese vuole introdurre in Costituzione “Voice”, un organo di rappresentanza per gli aborigeni australiani

Rappresentano la cultura vivente più antica al mondo, distribuiti in 500 diversi popoli e sopravvissuti nella cifra di circa 700mila persone. Eppure, ad oggi gli aborigeni non sono riconosciuti né menzionati nella Costituzione dello Stato in cui si trovano, l’Australia. Un vuoto normativo che però potrebbe avere le ore contate: entro la fine del 2023 nel Paese verrà infatti organizzato un referendum che chiederà di riconoscere nella Carta costituente australiana le persone aborigene.

Il quesito referendario è stato presentato dal primo ministro laburista Anthony Albanese e, se approvato, costituirà un importantissimo passo per riconoscere alla comunità discendenti dagli aborigeni in Australia diritti essenziali, oggi in gran parte negati alle popolazioni autoctone, rilegate ai margini della società.

A rendere ancora più storico l’appuntamento è il fatto che si tratterà del primo referendum in 24 anni in Australia.

Oltre a mettere per iscritto il riconoscimento degli aborigeni e “degli abitanti delle Isole dello stretto di Torres“, il quesito proposto da Albanese, che fa fede alle sue promesse elettorali, vorrebbe introdurre “Voice”, un organo di rappresentanza per le popolazioni autoctone degli aborigeni in Australia.

La proposta del referendum passerà ora al vaglio del Parlamento che discuterà di eventuali modifiche al testo, messo ai voti a giugno. In caso di esito positivo, il referendum si dovrebbe tenere fra ottobre e dicembre.

Dato che in Australia il voto, compreso quello referendario, è obbligatorio per legge, non sarà richiesto un quorum. Il quesito passerà con la maggioranza dei voti a livello nazionale e, contestualmente, in almeno quattro dei 6 Stati dell’Australia.

di: Marianna MANCINI

FOTO:ANSA/CARLO FERRARO