Tra i primi a intuire il valore della bellezza del cibo, dalla pasticceria al salato
La storia di Roberto Rinaldini, fondatore della Rinaldini Pastry S.p.a., si può riassumere così: un’intuizione semplice ma geniale che dà corpo al famoso adagio “anche l’occhio vuole la sua parte”. Per alcuni è “lo stilista della pasticceria”, per altri “il creatore dei sogni”. Figlio di generazioni di albergatori riminesi, ci racconta il percorso che lo ha portato da una piccola frazione di Rimini fino alle stelle, evolvendo il concetto di “semplice dolce artigianale”: da prodotto quotidiano a un’opera con complessità e lavorazione di alto livello.
Come nasce la tua idea di brand del food?
«Quando nel 1996 ho capito che gestire l’hotel della mia famiglia a Rimini non faceva per me, su suggerimento di mio padre ho intrapreso la scuola alberghiera, avvicinandomi prima alla cucina e poi alla pasticceria. A 22 anni ho avviato la mia prima attività deciso ad allineare il ruolo di pasticcere ai canoni dell’alta moda: divisa elegante e sempre impeccabile e grandissima professionalità. Cercavo al contempo una soluzione alla domanda: come offrire prodotti belli a vedersi, strutturati e ricchi di gusto a prezzi più alti, se nessuno mi conosceva ancora? Ho capito che avevo bisogno che qualcuno mi consacrasse come “bravo pasticcere” e ho deciso di mettermi alla prova nei concorsi di pasticceria internazionali. Da lì negli anni tra il 2000 e il 2010 ho vinto tre campionati del mondo, due di gelateria e uno di pasticceria; sono stato premiato dall’Accademia maestri pasticceri italiani come il migliore d’Italia e ho vinto il premio Gambero Rosso per Miglior bar innovativo d’Italia; sono stato inoltre incoronato miglior cioccolatiere in Italia da l’Eurochocolate e nel 2014 sono entrato sono entrato nei Relais Dessert, ovvero nei 100 migliori pasticceri del mondo, diventando nello stesso anno Ambasciatore dell’Eccellenza Italiana nel mondo».
Che prodotti offrite ai vostri clienti?
«Grazie all’ingresso di Micaela Dionigi, nota imprenditrice riminese, nel 2017 la società è diventata una S.p.A. ed è stata realizzata Casa Rinaldini, hub unico in Europa organizzato in uffici, magazzini, celle di stoccaggio e 6 laboratori artigianali distribuiti in 3.600 metri quadri. Lì i nostri maestri lavorano su oltre 600 referenze con le migliori materie prime sul mercato. Le diverse squadre preparano prodotti di alta pasticceria e cucina: da viaggio (conserve e stuzzichini molto particolari); grandi lievitati a base di lievito madre (panettoni e colombe); praline drageés e barrette che sono tra le nostre proposte del mondo cioccolato; lievitati per colazione (brioche, croissant, sfogliatine e frolle); gelati e sorbetti vegani, punta di diamante come i celebri macarons. Di questi ultimi, su cui si dibatte molto tra Francia e Italia riguardo la paternità, li abbiamo rivisti nella ricettazione e registrati come marchio MacaRAL in onore della scala di colori internazionale. L’idea ha funzionato a tal punto che alcuni italiani all’estero non chiedono più macarons, ma macaral!».
Cosa “sfornerà” in futuro?
«Stiamo crescendo moltissimo nel mercato on line attraverso il nostro nuovo sito web rinaldinipastry.com le cui vendite sono in costante aumento. Sul fronte retail apriremo un nuovo store Rinaldini di 150 metri quadri presso l’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, il 28 marzo, nell’area imbarchi del nuovo molo d’imbarco. Inoltre sta per nascere un ambizioso progetto con un nuovo brand, Roberto Rinaldini Gelato:un format più piccolo (circa 60 metri quadri) che apriremo presto negli outlet, centri commerciali e centri città. Lì offriremo gelato artigianale mantecato fresco ogni giorno (proposto anche in croissant!) e crepes».
In un’epoca in cui lo chef, tra reality e format televisivi, è una star che cura molto visual oltre che prodotto, Rinaldini Pastry offre entrambe le cose: dolce e salato di qualità che appagano anche lo sguardo.