Il blitz della Dda di Ancona nasce da indagini connesse alla rete salafitica di Anis Amri, autore dell’attentato di Berlino del 2016
Sono tre le misure cautelari eseguite dalla polizia di Ancona, coordinata dalla Dda del capoluogo marchigiano, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il maxi blitz ha riguardato in realtà 44 perquisizioni in tutto il territorio nazionale per sgominare un’organizzazione criminale che operava nel Paese e rea di “movimentazioni finanziarie sospette, che potrebbero essere connesse a fenomeni terroristici“.
Le indagini sono infatti scaturite dall’attentato avvenuto a Berlino il 19 dicembre 2016, quando un autocarro polacco rubato in Piemonte si lanciò contro la folla del mercatino di Natale di Breitscheidplatz nel quartiere di Charlottenburg. Nell’attentato morirono 12 persone e le indagini si concentrarono subito su Anis Amri, che in seguito risultò affiliato della rete La vera religione di origine salafitica.
Amri venne poi ucciso durante un posto di blocco fuori dalla stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni a Milano. Di lì sono scattate le indagini della Dda che hanno fatto emergere un giro transnazionale di immigrazione clandestina. Sembra infatti che una delle persone arrestate avesse procurato documenti falsi ad Amri per aiutarlo a fuggire dall’Italia.
Gli investigatori avrebbero individuato anche soggetti “contigui a circuiti di combattenti impegnati in teatri di Jihad“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/US POLIZIA