Artem Uss era stato arrestato a ottobre 2022 all’aeroporto di Malpensa su mandato d’arresto internazionale emesso dagli Stati Uniti. A novembre il Dipartimento di Giustizia statunitense aveva scritto una lettera al ministero italiano nella quale si opponeva ai domiciliari visto il rischio di fuga
Emergono nuove indiscrezioni sul caso di Artem Uss, l’imprenditore russo evaso dagli arresti domiciliari a Milano dopo aver rotto il braccialetto elettronico. L’uomo era stato arrestato all’aeroporto di Malpensa lo scorso ottobre su mandato di arresto internazionale emesso dagli Stati Uniti.
A novembre 2022 Il dipartimento di Giustizia statunitense aveva scritto al ministero della Giustizia italiano esortandolo a prendere “tutte le misure possibili” per disporre la custodia cautelare nei confronti di Uss, figlio del governatore della regione siberiana di Krasnojarsk.
Nella lettera, datata 29 novembre del 2022 e protocollata dalla Corte d’appello di Milano il 19 dicembre, il dipartimento statunitense, dopo aver appreso che sarebbero stati concessi i domiciliari all’imprenditore, esprimeva l’esigenza di “garantire” che Uss non si sottraesse all’eventuale consegna per tutta la durata del procedimento di estradizione, compresa la trattazione di un ricorso alla Corte di Cassazione contro gli stessi domiciliari.
Domiciliari che il Dipartimento Usa non riteneva sicuri perché “non garantiscono efficacemente la disponibilità del latitante per un eventuale consegna”. Per questo gli States allegavano i nomi di altri 6 fuggitivi negli ultimi tre anni.
Nel documento veniva citata anche una missiva del pubblico ministero statunitense del 19 ottobre del 2022 in cui si faceva riferimento “all’altissimo rischio di fuga” da parte di Uss.
L’imprenditore russo era stato arrestato a Malpensa il 17 ottobre del 2022 su mandato d’arresto internazionale dell’Autorità giudiziaria di New York, ed era evaso dai domiciliari il 22 marzo, dopo che la Corte d’Appello di Milano aveva concesso l’estradizione verso gli Stati Uniti. I giudici milanesi avevano riconosciuto le accuse di contrabbando di petrolio dal Venezuela verso Cina e Russia con elusione delle sanzioni e di frode bancaria, ma non quelle di contrabbando di tecnologie militari dagli Stati Uniti verso la Russia, né quella di riciclaggio.
di: Francesca LASI
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