Oltre 30 fra capi di Stato e di Governo si sono riuniti dopo due anni per discutere di cooperazione economica e sviluppo
Ieri Tunisi ha ospitato il 18esimo summit dell’Organizzazione internazionale della Francofonia, che raccoglie tutti gli Stati a lingua francese del mondo.
L’appuntamento è stato soprattutto un confronto sulla cooperazione economica con focus specifici su tecnologia e sviluppo, ma ha offerto anche l’occasione ai Paesi di discutere di affari internazionali, a partire dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
Ad ospitare il summit una Tunisia che, dopo la controversa presa di potere da parte del presidente Saied, è sempre più politicamente isolata. L’evento, posticipato per la pandemia, era slittato anche lo scorso anno a causa delle turbolenze che avevano messo in stallo il Paese ospitante.
Oggi il Paese sta anche affrontando una profonda crisi economica che spinge sempre più persone ad attraversare il Mediterraneo per cercare fortuna in Europa. Un elemento sul quale venerdì centinaia di manifestanti hanno cercato di attirare l’attenzione internazionale.
Il vertice ha ospitato circa 30 fra capi di Stato e di Governo da tutto i mondo, compreso il presidente senegalese Macky Sall, il primo ministro canadese Justin Trudeau e il presidente francese Emmanuel Macron, che ha ricordato come l’evento debba offrire l’occasione per parlare di resistenza e riconquista dei propri spazi.
In tutto il mondo la comunità francofona comprende circa 321 milioni di persone. Nonostante Macron abbia notato come in Nord Africa l’uso del francese stia gradualmente cadendo in disuso, si stima che la popolazione francofona potrebbe raggiungere i 750 milioni di persone nel 2050.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/TUNISIAN PRESIDENCY