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Secondo il pm Chiappani Brusaferro impedì l’adozione delle misure anti-Covid, ma l’Iss replica che non è suo compito adottare i piani pandemici

Non si placano le polemiche sull‘inchiesta Covid.

Tra gli indagati c’è Giuseppe Conte, all’epoca Presidente del Consiglio. «Ritengo di aver agito con la massima umiltà nel confronto con gli esperti, con il massimo senso di responsabilità e il massimo impegno – ha dichiarato l’attuale presidente del Movimento 5 StelleCi sono delle verifiche giudiziarie in corso, ben vengano. Risponderò nelle sedi opportune ma non vi aspettate da me show mediatici».

Iss: “Brusaferro non ha potere di adottare piani pandemici”

Secondo la Procura di Bergamo “andava attuato il piano pandemico”. E il procuratore Antonio Chiappani spiega: «Il nostro problema è stato sì quello del mancato aggiornamento del piano – ha dichiarato il procuratore Antonio Chiappani – e questo riguarda un lato ministeriale, ma anche la mancata attuazione di quegli accorgimenti preventivi già previsti nel piano antinfluenzale comunque risalente al 2006. Se la zona rossa fosse stata estesa sin da subito si sarebbero evitate oltre 4mila morti».

Il pm, inoltre, ha affermato che Fontana non avvisò Conte delle “criticità” ad Alzano e Nembro e ha accusato il direttore dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) Silvio Brusaferro di aver impedito l’adozione di misure anti-Covid.

Dal canto suo, l’Iss ha spiegato che “non è nei poteri di Brusaferro adottare piani pandemici”.  «Relativamente a quanto si apprende da organi di stampa secondo cui il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro avrebbe impedito l’adozione del piano pandemico, si precisa che non è nei poteri del Presidente dell’Istituto adottare piani pandemici o dar seguito alla loro esecuzione» ha dichiarato l’Istituto.

Moratti: “sanità lombarda impreparata”

L’ex assessora al Welfare Letizia Moratti accusa la sanità lombarda, che definito “impreparata” alla gestione della pandemia.

«Al di là degli aspetti giudiziari, su cui si torna a parlare a seguito della chiusura delle indagini a Bergamo – ha scritto Moratti su Twitter – tutti gli osservatori concordano nel giudicare carente il livello di preparazione che ha mostrato nel 2020 il sistema sanitario regionale nel contrasto al Covid. Proprio perché la Lombardia non si trovi più impreparata, ho fortemente voluto nella legge di riforma la costituzione dell’Agenzia per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive. Ritengo che in cima alla lista delle priorità della nuova Giunta regionale ci dovrebbe essere quella di nominare il consiglio di amministrazione e il presidente, responsabile dell’attività dell’Agenzia. Una personalità di livello internazionale che deve essere scelta per il suo alto livello di competenza, per guidare la ricerca in ambito immunologico, virologico e clinico, al fine di aumentare la capacità del sistema di rispondere a nuove minacce alla salute pubblica. Con l’obiettivo di elaborare anche nuove linee guida, protocolli e un nuovo ed efficiente sistema di alert. Sistema che nel 2020 ha mostrato, come tutti sappiamo, gravi lacune».

di: Francesca LASI

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