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Il primo gruppo è il Movimento Cinque Stelle. Seguono il gruppo per le Autonomie, Azione ed Italia Viva

Giorgia Meloni è arrivata alla Camera per l’incontro con le opposizioni sulle Riforme.

«Arrivo a questi incontri senza una strada definita da presentare, ma con degli obiettivi che sono chiari e che sono il mandato che ho ricevuto dagli italiani», così ha detto la presidente del Consiglio rispondendo ai giornalisti lasciando il Quirinale alla fine della cerimonia per il Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo.

«Io non ho ancora scritto niente, non perché non abbia idee in testa. Posso parlare di varie ipotesi, ma non ho un documento che arrivo e presento sul quale dico ‘ditemi come la pensate’. No, io provo a ragionare a monte e vediamo che cosa esce fuori – ha poi aggiunto -. Cerco di capire se ci sono i margini per una convergenza. Dopodiché, sulla base di come si risponderà, faremo le scelte che andranno fatte, ma se si potesse garantire maggiore stabilità al nostro sistema, un rapporto diretto tra quello che i cittadini scelgono e quello che accade nel palazzo, sempre, e lo potessimo fare insieme, io sarei molto più contenta». 

«Su oggi auspico concretezza, sul dialogo e sulla normalità del dibattito democratico non penso che ci debbano essere dubbi tra noi. Le istituzioni devono dare il buon esempio, ma io penso che nella normale dinamica democratica quando si affrontano materie che sono di interesse della Repubblica lo si debba fare con il cuore aperto. Dopodiché sono scelte che si devono fare da entrambe le parti, non è un lavoro che si può fare soltanto da una parte. Se gli altri decidono, perché ho letto alcune dichiarazioni che mi hanno colpito ancora prima di parlare, pregiudizialmente di non confrontarsi, nessuno pensi che rimarremmo con le mano in mano», ha concluso la premier. 

Incontro con M5S

Il primo gruppo è quello del Movimento Cinque Stelle, rappresentato da Giuseppe Conte, dai capigruppo di Senato e Camera, Stefano Patuanelli e Francesco Silvestri, e dai due capigruppo nelle commissioni Affari Costituzionali di Senato e Camera, Alessandra Maiorino e Alfonso Colucci. 

«Grazie per aver accettato questo invito. Il governo, come voi sapete, ha da sempre nel proprio programma l’idea che per mandato dovrà lavorare a una riforma istituzionale, sulla quale però credo sia importante a monte cercare un dialogo più ampio possibile con le forze parlamentari», ha detto così la presidente del Consiglio rivolgendosi alla delegazione M5S.

«Credo che ci si renda tutti conto del fatto che il nostro sistema è caratterizzato da una fortissima instabilità, che paradossalmente nell’ultima fase, cioè con la fine della prima Repubblica è peggiorata. Abbiamo sempre avuto governi che duravano uno o due anni, la differenza tra la prima Repubblica e quello che è accaduto successivamente è che nella prima Repubblica la maggioranza restava sempre la stessa, nella seconda Repubblica al repentino cambio di governo coincideva spesso un repentino cambio di maggioranza», ha detto.

«L’instabilità non consente di avere una visione di lungo periodo, che è fondamentale per una strategia, soprattutto nel mondo globalizzato, ed è fondamentale per concentrare risorse sugli investimenti utili a quella strategia, cosa che una politica che ha poco tempo non può fare. Questa è la ragione per la quale dobbiamo mettere le mani alle riforme istituzionali, lo dico anche rispetto a quanti dicono che questa non è una priorità: credo che invece questa sia la più potente riforma economica che possiamo realizzare», ha aggiunto.

Giuseppe Conte sembra abbia espresso contrarietà, a nome del suo movimento, all’elezione diretta del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio. Questo è quello che si apprende da fonti che hanno seguito il primo incontro di Meloni.

«Il tema è che almeno da questo primo incontro non è arrivata una condivisione: siamo per soluzioni sensate e anche a un rafforzamento dei poteri del premier ma in un quadro equilibrato, che non mortifichi il modello parlamentare che è molto utile per l’inclusività e favorisce la soluzione dei conflitti. E ci sta molto a cuore la funzione del Presidente della Repubblica che è di garanzia e serve alla coesione nazionale, ha un ruolo chiave – ha detto il leader del M5s -. Siamo disponibili per quanto riguarda il metodo al dialogo in una commissione parlamentare costituita ad hoc, raccomandiamo questo percorso».

Uscendo dall’incontro con la presidente del Consiglio: «consapevoli che vada risolto problema instabilità dei governi, ma non è emersa una soluzione condivisa in questo incontro. Il quadro deve rimanere equilibrato, non deve cioè mortificare il ruolo parlamentare nella mediazione, e neanche la funzione del presidente della Repubblica. Siamo disponibili per quanto riguarda il metodo al dialogo in una commissione parlamentare costituita ad hoc, raccomandiamo questo percorso».

Dopo la proposta di Conte Giorgia Meloni ha risposto così: «valuteremo anche la proposta che avete fatto sulla legge ad hoc relativa alla procedura delle riforme. Credo si possa dialogare su tutto purché non ci  siano intenti dilatori».

Incontro con Autonomie e Componente Minoranze Linguistiche

Gli esponenti del gruppo per le Autonomie e Componente Minoranze Linguistiche: “condividiamo in pieno l’obiettivo di dare stabilità al sistema politico italiano, capiamo e siamo convinti che si deve trovare una soluzione per dare più stabilità. Se sia il premierato o come in Germania la sfiducia costruttiva si può discutere, l’unico punto su cui siamo scettici è il presidenzialismo – ha detto la presidente del gruppo per le Autonomie al Senato, Julia Unterberger -. L’Italia ha bisogno di una figura come Mattarella, che è un arbitro in certe situazioni di crisi. Toccare il presidente della Repubblica non possiamo sostenerlo, per il resto siamo aperti al confronto», ha aggiunto.

Incontro con Azione

Carlo Calenda segretario di Azione ha detto dopo l’incontro con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sulle riforme istituzionali: «siamo disponibili a collaborare, per l’ovvia ragione che, come è noto, anche noi abbiamo provato a fare un percorso di riforme. Non solo. Condividiamo l’esigenza di avere maggiore stabilità dei governi, l’esigenza di avere una maggiore efficienza dell’apparato complessivo dello Stato, che non è solo il governo centrale, ma è anche le autorità locali. Per questa ragione abbiamo cercato di definire il perimetro entro il quale una collaborazione è possibile. Per noi c’è una linea rossa assoluta, che è la figura di garanzia di unità nazionale e della Costituzione, che è il presidente della Repubblica».

«Il presidente della Repubblica, in un Paese diviso su tutto, è l’unica istituzione che veramente garantisce unità. Andarla a toccare e politicizzare secondo noi sarebbe un errore molto grave», ha poi aggiunto.

Incontro con Italia Viva

«Ora che siamo all’opposizione non faremo quello che la premier fece a noi quando eravamo al governo: nessuna opposizione pregiudiziale», ha commentato così la capogruppo di Italia Viva Maria Elena Boschi, nelle dichiarazioni alla stampa dopo aver incontrato il premier Giorgia Meloni a Montecitorio sulle riforme costituzionali.

«Per noi sono due i temi fondamentali. Il primo è l’elezione diretta del premier sul modello del Sindaco d’Italia. Una riforma della forma di governo non può essere separata dal superamento del bicameralismo».

di: Alice GEMMA

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