La bambina era da sabato senza sostegni vitali
È morta Indi Gregory, la bambina di 8 mesi affetta da grave patologia mitocondriale alla quale sabato, al termine di una lunga battaglia legale, erano state staccate le macchine che la tenevano in vita.
I medici del Queen’s Medical Centre di Nottingham e i giudici britannici avevano stabilito infatti che la malattia della bambina era terminale e che non poteva essere salvata. A nulla è valsa la lotta giudiziaria intrapresa dai genitori, Dean Gregory e Claire Staniforth, che aveva portato anche alla cittadinanza italiana della bambina, concessale dal Governo Meloni il 6 novembre per consentirle di essere trasferita al Bambin Gesù di Roma.
«Io e mia moglie Claire siamo arrabbiati, affranti e pieni di vergogna – ha dichiarato il padre della bambina a LaPresse – il servizio sanitario nazionale e i tribunali non solo le hanno tolto la possibilità di vivere, ma le hanno tolto anche la dignità di morire nella sua casa. Claire l’ha tenuta con sé per i suoi ultimi respiri. Sono riusciti a prendere il corpo e la dignità di Indi, ma non potranno mai prendere la sua anima. Sapevo che era speciale dal giorno in cui è nata, hanno cercato di sbarazzarsi di lei senza che nessuno lo sapesse ma io e Claire ci siamo assicurati che sarebbe stata ricordata per sempre».
Meloni: “abbiamo fatto tutto il possibile”
La premier Giorgia Meloni ha scritto su X: “abbiamo fatto tutto quello che potevamo, tutto il possibile. Purtroppo non è bastato. Buon viaggio piccola Indi”.
Anche il vicepremier Salvini commenta la morte della bambina: “il Governo italiano ha fatto il massimo, offrendosi di curarla nel nostro Paese, purtroppo senza successo. È una notizia che non avremmo mai voluto leggere”. E poi ha dedicato una preghiera “per lei e un sincero abbraccio ai genitori”.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA